25 aprile a Vicenza, Giovanni Rolando: la libertà non è mai conquistata una volta per tutte
Il 25 aprile è stato celebrato in tutta Italia pur se con vecchie e con nuove polemiche che, bisogna pur dirlo, nascono, per le vecchie, da una non completa rivisitazione della storia del periodo della "Liberazione" e, per le nuove, dall'inclusione a volte forzata di nuove commemorazioni e di testimonianze di situazioni di conflitto attuali che si richiamano, certo, allo spirito della liberazione dalle tirannie ma che introducono più elementi di dissidio che non di identificazione in una libertà generale senza bandiere di parte. A ricondurci allo spirito originario della celebrazione del 25 aprile è Giovanni Rolando, esponente Dem storico che, a margine delle celebrazioni ufficiali di stamattina in Piazza dei Signori a Vicenza, esprime un pensiero che non si puà non condividere (qui la photo gallery, ndr).
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La libertà del web e la menzogna su cui è fondato il potere costituito
Tra le possibilità offerte dal web ce n'è una che terrorizza il potere: la durevolezza della memoria. Seguono le paure causate esclusivamente dai social: l'immediatezza della confutazione e la percezione di non essere più soli. La religione contemporanea del politically correct è posta a difesa dalle paure più in voga tra i mistificatori di regime, e non solo. Nel passato si additavano "gli scostumati e gli screanzati" che osavano efficacemente contraddire nel merito le balle del potere, le "rivoluzioni però non sono un pranzo di gala", altrimenti non solo rivoluzioni. Intanto con stillicidio quotidiano, nella religione del politicamente corretto sono confluiti i culti dell'emancipazione femminile, della filosofia gender, della filosofia dell'accoglienza.
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25 aprile: le radici della nostra libertà nel volantino del Pd di Vicenza
Il testo del volantino PD Città di Vicenza che verrà distribuito in piazza dei Signori: 1945 - 2017, Bella ciao, Vicenza Il 25 Aprile, festa della Libertà e festa della Liberazione, il Partito Democratico della Città di Vicenza, decorata di Medaglia d'Oro per la sua partecipazione alla Resistenza, si unisce alla commemorazione della Patria che è riuscita a riscattarsi assieme alle forze che in Europa si sono battute contro il nazifascismo. E' sul 25 Aprile, su questa data, che si fonda, anzitutto, la nostra Repubblica. Noi oggi celebriamo i tanti eroi che hanno donato la loro vita per la nostra libertà , dai 77 deportati dal carcere di S. Biagio al lager di Mauthausen e di cui solo 4 ritornarono, ai "piccoli maestri" del capitano Toni Giuriolo, alle donne che hanno affrontato la tortura come Maria Setti o la prigionia come le Fraccon.
Continua a leggereLa provocazione di Forza Nuova: "abolire la ricorrenza del 25 aprile". Appeso nella notte striscione "Non vi libererete mai di noi"
"Nell'attesa di un provvedimento che riconduca il giorno del 25 aprile alla sola festa di San Marco Evangelista - recita il comunicato che pubblichiamo dopo aver appeso uno striscione contro la Festa della Liberazione e diramato dalla segreteria provinciale di Forza Nuova e Lotta Studentesca - esortiamo le istituzioni, in modo particolare i sindaci, ad avere il coraggio e la dignità , durante i loro discorsi, di spendere una parola per quei connazionali che, animati da un fervente amore per la Patria, la Fede e la Libertà , combatterono e caddero eroicamente 'dall'altra parte'. Lo stesso invito lo rivolgiamo ai docenti: parlate ai vostri alunni di questi crimini, affinché la loro formazione sia completa e non sia influenzata dalle menzogne".
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25 aprile: la storia, il boccolo, la democrazia nel segno di San Marco
San Marco, santo politico ed emblema laico: il leone marciano domina le piazze delle città dei Domini veneziani, figura negli zecchini e nei ducali le monete franche del Mediterraneo, compare negli atti ufficiali della cancelleria Dogale e nei documenti delle cittadine, sventola nella bandiera delle navi mercantili come in quelle da battaglia. Il grido Marco, Marco, Marco salutava le vittorie navali della Serenissima come pure guidava le rivolte popolari contro i tentativi della nobiltà filoimperiale di rovesciare in terraferma l'ordine veneziano come accadde all'epoca della Lega di Cambrai.
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25 aprile, festa della Liberazione dell'Italia... e del Portogallo
Il 25 aprile è il giorno che, in Italia, ricorda la liberazione dal nazifascismo. Il giorno simbolo del riscatto nazionale del quale bisogna sempre avere memoria. Il giorno più importante e decisivo nella Storia del nostro Paese. Ricordiamo il comunicato che comandò l'insurrezione nazionale: "A tutti i comandi zona. Comunicasi il seguente telegramma: ALDO DICE 26 x 1 Stop Nemico in crisi finale Stop Applicate piano E 27 Stop Capi nemici et dirigenti fascisti in fuga Stop Fermate tutte macchine et controllate rigorosamente passeggeri trattenendo persone sospette Stop Comandi zona interessati abbiano massima cura assicurare viabilità forze alleate su strade Genova-Torino et Piacenza-Torino Stop 24 aprile 1945 ". Ma oggi, 25 aprile gli antifascisti ricordano anche un'altra liberazione. Quella avvenuta in Portogallo nel 1974 che pose termine al regime fascista instaurato da Salazar nel 1932 (nel video potete ascoltare Grandola vila Morena di Zeca Alfonso).
Continua a leggereAgricoltura, Scarabel (M5S): "Il nostro programma nazionale sull'agricoltura è scritto da esperti, ma insieme alla rete"
"Da domani (25 aprile 2017, ndr), sul blog del MoVimento 5 Stelle, si alterneranno esperti di agricoltura per affrontare le tematiche più importanti e urgenti. La prossima settimana gli iscritti al blog potranno iniziare a votare per approvare o meno le proposte e proporre modifiche". Ad annunciarlo, il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel che, in una nota che pubblichiamo, spiega: "In Veneto incontro ogni settimana aziende agricole per ascoltare i loro problemi, e questo programma che oggi iniziamo a discutere, sarà scritto partendo proprio dalle loro istanze. Dobbiamo promuovere prezzi equi in quattro passaggi fondamentali: aggregazione tra i soggetti interessati; promozione di filiere trasparenti; limitazione dell'importazione selvaggia e promozione della filiera corta".
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Botta e risposta sul referendum per il Veneto autonomo. Laura Puppato: "è una beffa". Bottacin: "i veneti credono a lei o a Zaia?"
Autonomia Veneto, Laura Puppato: "Il referendum è una beffa, nessuna legittimazione""Le parole di Luca Zaia sono gravi, parlare di un nemico comune di tutti i Veneti e identificarlo in Roma, è inaccettabile e dimostra ancora un volta la totale assenza del senso delle istituzioni da parte del nostro Governatore, che alza la voce sperando di celare i tanti errori della sua giunta, a partire dalla Pedemontana, passando per la sanità e i disastri ambientali". Lo dice, commentando la conferenza stampa di Luca Zaia, Laura Puppato che aggiunge: "Questo referendum è semplicemente un inutile dispendio di fondi ed energia, una sorta di iniziativa di marketing a cui stanno abboccando in troppi"
Continua a leggereIl referendum per l'autonomia del Veneto secondo Fracasso (PD), Barison, Giorgetti, Donazzan (FI) e Ciambetti (LN)
"Zaia finisca di raccontare ai veneti che saremo come l'Alto Adige e inizi finalmente a cercare una strada veneta per l'autonomia. Ora che è finito il tempo delle carte, si apra un vero confronto per far sì che quello del 22 ottobre sia davvero il referendum dei veneti". Così in una nota che pubblichiamo il Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto Stefano Fracasso commenta la firma da parte del presidente Zaia del decreto per il referendum per l'autonomia aggiungendo nella nota intitolata "Referendum autonomia - Fracasso (PD): "Basta guardare all'Alto Adige. Si lavori per una strada veneta per l'autonomia": "Zaia continua a guardare all'Alto Adige, ma siamo davvero sicuri che sia quella l'autonomia che serve alla nostra regione?"
Continua a leggereAlessandra Moretti "insultata" sui social per il fake sul bimbo, non, morto dopo morso di un topo a Roma, Raffaela Salmaso: e se a sbagliare fosse stato un uomo?
"In merito a quanto accaduto rispetto alle dichiarazioni di Alessandra Moretti, consigliera regionale del PD Veneto (su di una notizia non vera riportata durante Otto e mezzo su La7, cioè la "non" morte di un bambino morso a Roma da un topo, ndr) ritengo che due siano i livelli: 1. quello di Alessandra che ha sbagliato la citazione dell'episodio e che nel suo post lo ammette; 2. quello degli insulti sessisti che si sono scatenati quando un errore lo commette una donna! E se fosse stato un uomo a dire quella frase sbagliata? Quali insulti gli sarebbero stati rivolti? Il confronto anche aspro e duro che deve sottolineare gli errori dell'avversario politico non può mai scadere in tal modo". Continua a leggere

