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Antonacci saluta Il Giornale di Vicenza

Testata VicenzaPiùNella tradizione di pluralismo e trasparenza, che, pur nella chiarezza e fermezza delle sue prese di posizione, delle sue opinioni e delle sue inchieste, sempre documentate, contraddistingue il settimanale indipendente VicenzaPiù dalla sua nascita (il n. 1 è del 25 febbraio 2006, il n. 175 è di ieri, 12 dicembre 2009), pubblichiamo l'editoriale di oggi su Il Giornale di Vicenza di Giulio Antonacci, che annuncia il passaggio delle consegne, fra una settimana, del maggiore quotidiano cittadino al nuovo direttore Ario Gervasutti.
All'uno e all'altro auguriamo, intanto, buon lavoro per i loro impegni futuri nell'interesse della libera stampa, l'unico interesse per cui da sempre vive il nostro pur giovane settimanale.

Editore, direttore, redazione e collaboratori di VicenzaPiù

 

È stato bello fare questo giornale con voi

di Giulio Antonacci

Giulio AntonacciCari amici lettori, questo è il penultimo colloquio fra me e voi. Come sapete, fra una settimana passerò la mano a un valente collega, Ario Gervasutti, al quale invio pubblicamente i miei complimenti e gli auguri sinceri.
Permettetemi, allora, una piccola riflessione su quel che è stato fatto in questi sette anni e più, prima dell'arrivederci definitivo di domenica prossima. La prima cosa certa è questa: voi e noi, cari lettori, questo giornale lo abbiamo fatto insieme. In questi giorni mi state dando atto dell'amore che avete avuto per il vostro giornale. Mi state dando atto con le vostre attestazioni di affetto che il Giornale di Vicenza non è stato solo un giornale da vendere a voi, ma "costruito" da voi. Penso che il segreto di un giornale che cerca di essere vero è proprio questo.

La formula del successo di un giornale resta questa. La crisi dell'editoria, il fatto che l'Italia sia al 126° posto nella graduatoria di vendita e lettura di giornali, si spiegano anche con l'incapacità di capire le esigenze di chi legge, con l'incapacità di offrire alla gente, senza compiacenza, il prodotto che la gente chiede. Per un giornale che non ha avuto matrice politica né ta bù ideologici come il nostro, mettersi in sintonia con la gente è stata una ricerca assidua, costante, quotidiana.

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Crisi dell'editoria e lo sciopero del GdV

VicenzaPiù    

 

Vi offriamo di seguito, in anteprima sul numero 175 di VicenzaPiù da oggi in edicola e da domani ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata, l'articolo di Andrea Alba sulle rivendicazioni dei giornalisti dello stesso quotidiano.

 

Crisi dell'editoria
Cosa c'è dietro lo sciopero del GdV


La settimana scorsa il Giornale di Vicenza ha indetto due giorni di sciopero
Tra i motivi, la crisi nazionale dell'editoria e i tagli all'occupazione
Dai bilanci ai dati di vendita, tutte le cifre che stanno dietro alla protesta


Il Giornale di VicenzaUtili dimezzati in quattro anni bastano a giustificare una crisi aziendale? Se lo chiedono in molti, magari silenziosamente, nella redazione del principale giornale della provincia. Il riferimento va al "piano di ristrutturazione" avviato nel corso di quest'anno da "Il Giornale di Vicenza" e dalle altre testate del gruppo Athesis (che comprende anche "L'Arena" e "Bresciaoggi"), in una scia locale delle crisi dichiarate da grandi gruppi nazionali come Caltagirone Editore (Gazzettino, Mattino di Napoli, Il Messaggero), Rcs (Corriere della Sera), Finegil (L'Espresso, La Repubblica, Mattino di Padova, Il Piccolo di Trieste), Mondadori (Panorama, Chi). Nella città di Palladio, nel caso del Giornale di Vicenza questo si è tradotto nel pensionamento con qualche anno di anticipo (a spese del contribuente) di 5 giornalisti della testata - firme note e autorevoli - e nel blocco delle assunzioni per un biennio. Ma la crisi, c'è? Athesis è passata da un utile netto di 8 milioni 396 mila euro del 31 dicembre 2004 ad un utile netto di 4 milioni 357 mila euro del 31 dicembre 2008, meno di un anno fa. E il "GdV" è passato da una diffusione quotidiana (copie vendute, abbonamenti e copie gratuite) di 42.982 copie del periodo agosto 2004 - agosto 2005 alle 41.644 copie diffuse mediamente ogni giorno nell'arco di tempo settembre 2008 - agosto 2009 (dati "Prima Comunicazione"). Il dubbio quindi c'è, e autorizza un'analisi più approfondita.

La situazione
Quest'anno i gruppi editoriali sono andati tutti in crisi. A macchia di leopardo c'è stata un po' dappertutto una riduzione nella vendita di copie, con qualche eccezione, ma soprattutto c'è stato un drastico calo nella raccolta pubblicitaria, vittima della crisi generale. Nei primi otto mesi dell'anno, da gennaio ad agosto, i quotidiani in generale hanno registrato una diminuzione di fatturato pubblicitario del 20 per cento, a paragone con lo stesso periodo del 2008 (dati Fcp, Federazione concessionarie pubblicità). E una nota di agenzia aggiornata al 24 settembre 2009 mostra nitidamente la flessione nelle copie vendute tra luglio 2008 e giugno 2009: il "Corriere della Sera" si conferma il quotidiano più diffuso in Italia con 581 mila copie, in discesa rispetto all'ultimo rilevamento, secondo quanto certificato da Ads (Accertamenti diffusione stampa) con un -10%, -70mila copie. Al secondo posto c'è "Repubblica" con 504 mila copie (-17%; - 105mila copie); al terzo posto, con 483 mila copie, il gratuito free-press "E Polis". Sfatato il "mito" che vuole una "Gazzetta dello Sport" quotidiano preferito dagli italiani: il giornale su carta rosa conta 351 mila copie (il lunedì 447 mila); "Il Sole24Ore" ne ha 316 mila (-7%; - 25mila copie) e "La Stampa" è stabile a 307 mila. A chiudere la classifica dei nazionali c'è "Il Corriere dello Sport" con 208 mila copie (il lunedì 248 mila); "Il Messaggero" con 207 mila copie; "Il Giornale" a 177 mila e "Il Resto del Carlino" a 159 mila. Libero segna un - 9,6 (da 130mila a 118mila copie).

Paga il cittadino
In questo clima, tutti i maggiori gruppi editoriali nazionali (citati all'inizio) e molti editori locali hanno dichiarato la crisi, sfruttando un accordo raggiunto all'inizio dell'anno fra governo, Fieg (associazione editori),e Fnsi (sindacato unitario dei giornalisti: la categoria infatti è "slegata"da Cgil, Cisl e Uil, anche se Fnsi nella sostanza è più che altro un sindacato degli assunti). L'accordo, raggiunto all'indomani del rinnovo del contratto nazionale della stampa, ha visto nascere un accordo per i prepensionamenti in caso di crisi aziendale, con almeno 58 anni di età e 18 anni di contributi o con 59 anni e 35 di contributi, e soprattutto un "Fondo statale per i prepensionamenti dei giornalisti", con dotazione annua di 20 milioni di euro (10 milioni per i quotidiani e 10 milioni per i periodici). Il fondo è a ipotetica copertura di circa 320 prepensionamenti, che altrimenti sarebbero a carico dell'"Inpgi", la cassa di previdenza della categoria: ad ottobre fonti sindacali parlavano di 255 giornalisti già "prepensionati", a spese del fondo statale e quindi del contribuente, e di trattative in corso fra redazioni e rispettivi editori per altri 322 (fonte: quartopotere.org).

Assalto alla diligenza
Premesso che le aziende editoriali sono pur sempre aziende - che come tali puntano prima di tutto a "fare utile", e in quest'ottica non può che essere lecito sfruttare le opportunità che Stato e sindacato offrono loro così volentieri - bene, fatta questa premessa va detto che è difficile trovare qualcuno che commenti il tema dei prepensionamenti nell'editoria, nel panorama della stampa italiana. Il diritto di critica viene esercitato da pochi: uno di questi è Fabio Morabito, presidente di Assostampa Lazio (sezione regionale del sindacato Fnsi) che, evidentemente in contrasto con i suoi stessi vertici nazionali, su internet (sito senzabavaglio.info) pubblica un vivace "botta e risposta" con sé stesso sulla questione. Ecco, ad esempio, come spiega perché il fondo statale per i prepensionamenti non va bene. "Perché sapendo che c'è un capitale così elevato a disposizione, gli editori si sono messi in corsa per "assalire la diligenza" dei finanziamenti. Se si dovesse "sforare" il tetto annuale, è prevista la possibilità che siano gli editori a pagare per alimentare il Fondo. Ma è chiaro che, toccato il "tetto", gli editori non saranno più così interessati a cacciare i giornalisti. Venti milioni di euro all'anno basteranno per cacciare 332 giornalisti. A carico degli editori, è previsto un "contributo straordinario" a capo di ciascuna azienda che farà ricorso a pensionamenti anticipati a far data dall'entrata in vigore del presente accordo e sulla base delle intese sindacali sottoscritte. Tale contributo è pari al 30% del costo di ciascun pensionamento anticipato così come quantificato dall'Inpgi all'atto delle dimissioni del singolo giornalista interessato". Solo questa norma potrebbe rappresentare un deterrente per gli editori".

Niente assunzioni
Più avanti, Morabito descrive le posizioni di giornalisti ed editori, e le ricadute sull'occupazione. "La Fnsi ha appoggiato la Fieg, che da sola non ce l'avrebbe fatta, perché venissero stanziati questi fondi. Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha spiegato che alzando il "tetto" per i prepensionamenti gli editori avrebbero concesso più soldi nei minimi del nuovo contratto, e per questo lui ha appoggiato la Fieg. [...] Il primo provvedimento che gli editori prendono, in una richiesta di stato di crisi, è di non rinnovare i contratti a tempo determinato. E la parola d'ordine è: blocco del turn over. Quindi i primi ad essere danneggiati saranno i giovani. Del resto, per accedere ai prepensionamenti gli editori devono presentare una richiesta di attivazione della Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione e riorganizzazione in presenza di crisi aziendale. Si tratta di ricorso a denaro pubblico, e se lo Stato concede soldi per cacciare degli occupati, non può accettare che vengano fatte assunzioni. Le ripercussioni sul mercato del lavoro nei prossimi anni saranno negative, perché le redazioni che subiscono uno stato di crisi ne usciranno irrimediabilmente ridimensionate. [...] Chi aspetta di essere assunto resterà ancora alla porta, per il blocco del turnover, chi ha un contratto a tempo rischia che questo non venga confermato. Ma il danno sarà anche nelle pensioni. Lorenzo Bini Smaghi, componente del comitato esecutivo della Banca centrale europea, sostiene che soprattutto in Italia bisogna evitare misure come i prepensionamenti. Perché soprattutto in una situazione come quella italiana ‘un aumento della massa pensionistica peggiorerebbe drammaticamente la condizione dei più giovani, che già si trovano gravati dagli oneri contributivi destinati a finanziare l'attuale sistema'".

Crisi?
L'ultima battuta è per la crisi dell'editoria. "L'editoria è in crisi nel mondo, ma in Italia sono in tanti a millantare. La Caltagirone Editore, ad es., che ha macinato profitti impressionati, per un primo anno di bilancio in rosso vuole prepensionare con i soldi dello Stato, e cioè denaro pubblico, una cinquantina di giornalisti tra il Mattino e il Gazzettino. [...]. E' passata la linea più favorevole agli editori, e cioè che non c'è neanche bisogno del bilancio in rosso per dare l'assalto ai soldi dello Stato. I requisiti richiesti sono così vaghi e approssimativi che potranno chiedere i finanziamenti anche giornali che sono in attivo e hanno una storia di bilanci in salute. I requisiti, secondo la Fnsi d'intesa con la Fieg, non devono essere rilevabili "unicamente dai bilanci aziendali ma anche da riscontrabili indicatori oggettivi, presenti e prospettici esterni che abbiano incidenza su una critica situazione dell'impresa e possano pregiudicarne il buon andamento operativo. Gli indicatori in particolare dovrebbero registrare un andamento involutivo tale da rendere necessari interventi per il ripristino dei corretti equilibri economico-finanziari e gestionali". Quindi per chiedere uno stato di crisi basta pochissimo, "un andamento involutivo" che rende necessari "interventi". "L'andamento involutivo" può essere perfino il calo temporaneo della pubblicità".

Il caso de "Il Giornale di Vicenza"
Come detto all'inizio, per il maggior quotidiano vicentino è possibile solo riportare dati parziali, in particolare per l'aspetto della vendita di pubblicità non si ha alcuna notizia certa sull'andamento di quest'anno. Comunque: i bilanci in 4 anni hanno mostrato per il gruppo Athesis un calo di 4 milioni di euro di utile al netto delle imposte, che però alla fine dell'anno scorso era ancora abbondantemente presente. Si passa infatti da 8.396.191 euro (31/12/2004) a 7.369.191 euro (dicembre 2005), a 5.550.587 (2006), a 5.692.837 (2007), a 4.357.119 (31 dicembre 2008). Per quanto riguarda le copie, si hanno valori certi fino all'estate 2009, e i numeri non mostrano riduzioni impressionanti: la diffusione media quotidiana negli anni passa da 42.982 copie (periodo agosto 2004 - agosto 2005), a 42.208 copie (stesso periodo fra il 2005 e il 2006), a 42.659 (2007), a 41.935 (2008), alle 41.644 copie diffuse mediamente fra l'estate 2008 e l'agosto 2009. L'analisi delle copie vendute (singola copia acquistata in edicola) mostra nello stesso periodo un andamento simile: da una media di 38.838 dell'arco di tempo agosto 2004 - agosto 2005 si è passati alle 36.230 del periodo settembre 2008 - agosto 2009. Duemila e cinquecento copie in meno, in 5 anni. Allora ricordiamo l'appunto di prima, ovvero che è comprensibile che ogni azienda, in quanto tale, punti a fare il massimo utile possibile sfruttando le opportunità legali che lo Stato le offre. E chiediamoci: ma la crisi c'è o no?

 

 

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Gli indifferenti a orologeria

Vi offriamo in anteprima il commento critico sulla posizione del Comitato di Redazione de Il Giornale di Vicenza, che trovate sul numero 175 di VicenzaPiù da oggi in edicola e da domani ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata.
Nella sezione VicenzaPiù Quotidiano pubblichiamo (www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2182) un'altra anteprima del n. 175 sulle, invece, comprensibili e condivisibili rivendicazioni dei giornalisti dello stesso quotidiano.

 

Ecco il commento di Alessio Mannino

 

Il Giornale di VicenzaI colleghi si criticano, eccome. Non farlo saprebbe di complicità corporativa, e oltre alla Casta dei politici c'è, ahinoi, anche quella che è stata chiamata "Casta stampata".
Il Comitato di redazione del Giornale di Vicenza, nel comunicato pubblicato il 4 dicembre(www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2069 ) per annunciare la due giorni di sciopero il 5 e il 6 successivi, si è sollevato per protestare contro l'imminente sostituzione del direttore Giulio Antonacci, al posto del quale dovrebbe andare Ario Gervasutti (da ieri è notizia ufficiale come anticipato da Il Corriere del Veneto e ancora prima da noi e come oggi confermato su Il Giornale di Vicenza stesso dal Comitato di redazione www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2180, n.d.r.) , caposervizio del Gazzettino di Padova. I giornalisti del GdV se la sono presa con l'editore Athesis, cioè in pratica con Assindustria vicentina e col suo presidente Roberto Zuccato, perché sono stati fatti rimanere all'oscuro della scelta, trapelata per la prima volta su VicenzaPiù e poi su testate nazionali come Italia Oggi. Hanno anche citato una dichiarazione di Antonacci ad una riunione coi rappresentanti sindacali, con la quale il direttore uscente avrebbe loro rivelato il nome del successore.

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Giornale Vicenza: Gervasutti sarà direttore

Comitato di redazione de Il Giornale di Vicenza   

 

Ario Gervasutti (futuro direttore de Il Giornale di Vicenza)1) Ario Gervasutti sarà il nuovo direttore del Giornale di Vicenza. Il consigliere delegato della società Athesis, Alessandro Zelger, ha comunicato al Comitato di Redazione la decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione giovedì 10 dicembre. Viene così interrotto con un anno di anticipo il rapporto fiduciario con Giulio Antonacci, direttore dall'ottobre 2002. L'avvicendamento avverrà nella settimana che precede il Natale. Si tratta del primo atto deliberato dalla società editrice del GdV dopo che un mese fa al ministero del Lavoro è stato sottoscritto l'accordo finale relativo allo "stato di crisi" aziendale e al conseguente piano di ristrutturazione.
2) Il piano presentato da Athesis, vale la pena ribadirlo ai nostri lettori, richiede alla redazione significativi tagli per contenere i costi, a partire da una riduzione dell'organico di cinque unità nell'arco dei prossimi due anni. La redazione ha accettato con senso di responsabilità di sedersi al tavolo delle trattative e di farsi carico di pesanti sacrifici, non ultimi i prepensionamenti di alcuni colleghi, ottenendo in cambio la salvaguardia di una serie di importanti garanzie e l'impegno a coltivare e valorizzare la professionalità dei giornalisti, attraverso percorsi di formazione, sviluppo della multimedialità e radicamento nel territorio.
3) Queste, evidentemente, non sembrano essere le priorità dell'azienda, che ha accordato una corsia preferenziale alla sostituzione del direttore, senza offrire alla redazione alcuna motivazione specifica per un cambio alla guida di un giornale che, nonostante la crisi generale dell'editoria, non ha mai registrato flessioni nelle vendite.
4) In queste settimane si stanno materializzando gli scenari prefigurati una decina di anni fa, quando le due associazioni degli industriali di Vicenza e Verona assunsero il controllo della società. I timori espressi dall'allora CdR trovano conferma nell'attualità: un assetto societario composito che si espone al rischio che a ogni cambio di presidenza di Assindustria segua un costoso cambio di direzione al giornale. È accaduto oggi, può accadere nuovamente domani.
Giulio Antonacci (attuale direttore de Il Giornale di Vicenza)5) La redazione del Giornale di Vicenza non intende in alcun modo contestare il legittimo potere dell'editore, che può sostituire il direttore in qualsiasi momento. Non può, però, accettare di essere esposta alle ricadute di scontri e scelte che nulla hanno a che fare con la raccolta e la produzione delle notizie. Per questa ragione l'assemblea di redazione rivendica il rigoroso rispetto dell'autonomia e della professionalità dei giornalisti e che il nuovo direttore si faccia interprete e garante, come avvenuto fino ad ora, di queste fondamentali richieste. In particolare, appare indispensabile che vengano tutelate le garanzie inserite nel piano di riorganizzazione del lavoro sottoscritto dal direttore uscente.
È necessario riportare chiarezza e serenità in un contesto lavorativo sottoposto negli ultimi mesi a tensioni senza precedenti. A fronte di questa condizione di disagio e preoccupazione, l'assembl ea di redazione conferma lo stato di agitazione e il pacchetto di otto giorni di sciopero affidati al CdR.

Il Comitato di Redazione

Abbiamo ripreso il comunicato da Il Giornale di Vicenza odierno, con vicende, fatti e nomi anticipati gradualmente da VicenzaPiù dal n. 167 fino al 174 di sabato 5 dicembre, mentre ieri la nomina di Gervasutti è stata confermata con la precisazione della data di insediamento, il 19 dicembre, da Il Corriere del Veneto, allegato a Il Corriere della Sera.

Pubblichiamo inoltre e per completezza sul nostro sito (www.vicenzapiu.com/?a=opinioni&o=2181 e www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2182) i due pezzi che compaiono al riguardo de Il Giornale di Vicenza sul n. 175 di VicenzaPiù da oggi in edicola

 

 

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Feltri, Boffo e lo sputtanamento mediatico

Redazione di VicenzaPiù    

 

Riportiamo due pezzi pubblicati su IlSole24Ore.com.

Uno del 3 settembre, sulle accuse fatte, nelle prime pagine del suo quotidiano, da Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale, a Dino Boffo, direttore de L'Avvenire, che per quelle accuse si è dignitosamente dimesso. L'altro del 4 dicembre, in cui Feltri ammette di aver sbagliato, semplicemente (marginalmente?) nella risposta a una lettrice e senza, per questo infamante errore, dimettersi.
Sono 2 pezzi che sottoponiamo al giudizio dei lettori, volutamente a distanza temporale dal caso, perché fotografano un certo modo di fare (uso del) giornalismo per infangare qualcuno col massimo risalto e con le peggiori accuse, salvo, poi, in qualche riga nascosta, ammettere, quando va bene, che le accuse erano infondate.
La domanda che nasce, sollecitata dal caso nazionale, se non internazionale, visto il coinvolgimento del Vaticano, è se anche a Vicenza qualche esponente della sua stampa (giornalista, mah? Parola troppo nobile in questo caso! N.d.r.) faccia o abbia fatto tramite la carta stampata opere di killeraggio personale e preventivo prima di ogni sentenza , convinto (da solo o da chi il killeraggio l'avesse ispirato) che lo ‘sputtanamento mediatico' sia giornalismo o compito del giornalismo (www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=1962).
Ecco i pezzi, a voi le riflessioni.


Il Sole 24 ore.com
4 dicembre 2009

Caso Boffo, Feltri ci ripensa: «Giornalista prestigioso e apprezzato». La Cei: scuse tardive

 

Vittorio Feltri (Direttore de Il Giornale)«Il caso è chiuso» afferma il direttore de 'Il Giornale', Vittorio Feltri, in merito alla vicenda che vedeva coinvolto Dino Boffo, ex direttore dell«Avvenire, rispondendo a una lettera di una lettrice. «Personalmente - scrive Feltri - non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato, se non mi fosse stata consegnata da un informatore attendibile, direi insospettabile, la fotocopia del casellario giudiziario che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche».
«La ricostruzione dei fatti descritti nella nota - prosegue Feltri - oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali.

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Amenduni e l'understatement

Vi offriamo in anteprima il nostro commento sulle guerre annunciate da Michele Amenduni, estromesso dal Cda di Athesis, editrice de Il Giornale di Vicenza, da domani, sabato, assente dalle edicole per uno sciopero di 2 giorni (www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=2069).
Il commento è a pag. 8 del numero 174 di VicenzaPiù da domani, sabato, in edicola e da domenica ancora più facile da trovare nei punti di distribuzione in città grazie alla tiratura aumentata di mille copie.

 

Amenduni e l'understatement

 

Michele Amenduni, ex membro Cda di Athesis (Foto Fiera di Verona)Leggiamo dal Corriere del Veneto di giovedì 3 dicembre (Corriere Veneto, "Athesis, nomina bis in cda. Ma scoppia guerra legale", 3 dicembre 2009) che "Michele Amenduni, ex vicepresidente degli industriali di Vicenza e proprietario insieme ai familiari delle Acciaierie Valbruna, annuncia causa perché «la mia carica (quella nel cda di Athesis, editrice anche de Il Giornale di Vicenza oltre che de L'Arena di Verona e altri media, e controllata dalle Associazioni industriali di Vicenza e Verona, n.d.r.) scadeva con l'approvazione del bilancio 2009, quindi nella primavera prossima, e non c'era alcun motivo per procedere alla revoca».

Così è partito il mandato all'avvocato Lamberto Lambertini, che spiega: «Secondo noi anche la delibera di ieri ha profili di nullità; se invece dovesse essere confermata, partirà senz'altro azio-ne giudiziale con richiesta di risarcimento per danno d'immagine che, vista la posizione di Michele Amenduni come consigliere di amministrazione di svariate società che hanno rilevanza anche nazionale, temo sia assai ingente»".

Ci permettiamo una sommessa osservazione. Non s'era mai visto, per lo meno non da queste parti, che un grande industriale, con interessi e ramificazioni in svariati settori dell'economia e della finanza, un gigante di livello nazionale se non internazionale, si lasciasse andare ad un tale risentimento per aver perso una delle sue innumerevoli poltrone fino al punto di intentare una causa milionaria contro la propria associazione di categoria. I capitalisti italiani guardano sempre ammirati il modello dei loro pari anglosassoni. Ecco: imparino anche l'understatement. Quando si è sconfitti non si strepita annunciando sfracelli: si incassa e si guarda oltre. Con signorilità.

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Giornale di Vicenza: sciopero di 2 giorni

Comitato di redazione de Il Giornale di Vicenza   

 

Comunicato sindacale. Oggi e domani sciopero. Il GDV torna in edicola lunedì
L'assemblea di redazione ... non intende più accettare il protrarsi di questa fase segnata da tensioni e scontri tra i soci vicentini ...

 

Il Giornale di VicenzaMercoledì 2 dicembre si è riunita a Verona l'assemblea dei soci di Athesis, la casa editrice che pubblica "Il Giornale di Vicenza".
1) L'assemblea ha provveduto alla nomina di alcuni consiglieri di amministrazione, tra i quali i vicentini Giuseppe Corrado e Luciano Vescovi, che sostituiscono Michele Amenduni e Gaetano Ingui (vedi anche VicenzaPiù, n. 174 in edicola e in distribuzione da domani, a pag. 8 o cliccando su www.vicenzapiu.com/?a=opinioni&o=2076 ). È stata quindi perfezionata una decisione già deliberata a ottobre, ma sub judice per vizi di forma.
Michele Amenduni, ex Cda Athesis (Foto Fiera di Vicenza)2) Conclusa l'assemblea, uno dei consiglieri esclusi, Michele Amenduni, ha preannunciato una azione legale con richiesta di risarcimento per danno d'immagine, come emerge dalle dichiarazioni pubblicate dal "Corriere del Veneto" nell'edizione di giovedì 3 dicembre.
3) Non si può rimanere indifferenti di fronte allo scontro in atto nella compagine societaria di Athesis. Uno scontro che non conosce precedenti e che sta investendo l'opinione pubblica. Come se non bastasse, si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni che danno per imminente un cambio della guardia alla direzione del giornale.
4) Alla vigilia dell'assemblea dei soci, il direttore in carica, Giulio Antonacci, ha convocato i rappresentanti sindacali della redazione per comunicare che «il candidato alla mia successione è Ario Gervasutti, attuale responsabile dell'edizione padovana de "Il Gazzettino"».
5) Secondo quanto riferito dal direttore «Gervasutti nella mattinata di martedì 1 dicembre ha comunicato ai suoi colleghi che dal 14 dicembre diventerà direttore de "Il Giornale di Vicenza"». La notizia è stata pubblicata da "Italia Oggi" nell'edizione di giovedì 3 dicembre.
Giulio Antonacci (Direttore in carica GdV)6) Da mesi si rincorrono le più diverse voci relative alla sostituzione di Antonacci alla guida del giornale. Numerosi sono stati gli articoli pubblicati su organi di informazione locali e nazionali in merito al possibile avvicendamento, mai smentiti né rettificati dall'azienda.
7) Il Comitato di Redazione ha immediatamente chiesto un confronto, avvenuto nella mattinata di ieri, con il consigliere delegato Alessandro Zelger, che ha smentito categoricamente qualsiasi decisione assunta in merito dal consiglio di amministrazione, unico organo deputato a disporre l'assunzione e la revoca dei direttori. Il consigliere delegato, tuttavia, non è stato in grado di escludere che contatti possano essere stati avviati su iniziativa di singoli soci vicentini, escludendo che il consiglio di amministrazione ne fosse al corrente.
8) Questo stato di estrema incertezza e di scontro ai vertici societari si inserisce in un contesto particolarmente delicato e sofferto per il presente e il futuro della redazione, a cui sono stati richiesti pesanti sacrifici per effetto di un piano di ristrutturazione aziendale della durata di due anni, a dispetto di bilanci che hanno sempre garantito utili, di vendite che non sono sostanzialmente calate e di una tenuta della raccolta pubblicitaria locale garantita da Publiadige, nonostante la grave crisi economica internazionale in corso.
9) Come già in precedenza spiegato ai nostri lettori, il piano prevede drastici tagli, compresa una riduzione del numero delle pagine e del formato del giornale, oltre al ridimensionamento dell'organico, che nell'arco del biennio perderà ben cinque giornalisti. La contrazione dei costi investirà anche i fotografi e i collaboratori, ai quali proprio in questi giorni è stato comunicato che d'ora in avanti ciascuna fotografia sarà pagata appena 5 euro lordi. In questo clima di ristrettezze economiche, l'azienda non riesce a fornire risposte chiare su un eventuale cambio di direzione che comporterebbe l'esborso di alcune centinaia di migliaia di euro.
10) L'assemblea di redazione, che si è riunita ieri, esprime quindi la preoccupazione per le condizioni di incertezza e disagio in cui è costretta a lavorare e non intende più accettare il protrarsi di questa fase segnata da tensioni e scontri tra i soci vicentini che oggi non appaiono in grado di garantire un orizzonte di certezze sul futuro della testata. Pertanto, l'assemblea di redazione proclama lo stato di agitazione, affida al CdR un pacchetto di 10 giorni di sciopero e indice i primi due giorni di sciopero oggi e domani. Il giornale, quindi, non sarà in edicola nelle giornate di sabato 5 dicembre e domenica 6 dicembre.
Il Comitato di Redazione

 

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Questa città è come un rock. Anzi no

Articolo pubblicato sul numero 171 di VicenzaPiù, in edicola da ieri e da oggi in distribuzione gratuita in diversi punti della città indicati nel box a destra oltre che scaricabile sempre dal box a destra.

 

Vicenza, foto dal webAssodato che Berlusconi è una rockstar ma non un rocker perché di ribellione, libertà e musica viscerale lui non ha niente e non sa niente, c'è venuto il dubbio su cosa sia rock e cosa non lo sia nella Vicenza eternamente Dc (l'attuale sindaco è un figlioccio di Mariano Rumor, uno che era un po' la Democrazia Cristiana fatta persona, e quello che lo ha preceduto, Hullweck, benché con un passato missino, aveva doti naturali di curialità e ipocrisia politica che ce lo hanno sempre fatto ritenere "democristiano dentro"). E dunque, via col gioco.
E' rock Palladio. O meglio, lo era. Per il suo tempo era un visionario, e difatti ha fatto scuola, è diventato un "classico". Non è rock la celebrazione perenne di Palladio: dopo cinque secoli sarebbe ora di rinnovare l'immaginario e i simboli della città. Proposta: sostituiamo l'icona palladiana con quella, più tangibile e attuale, dell'Oro. Poi però facciamo un bel falò di schei (falsi, mica siamo scemi) in Piazza dei Signori.
Perché è rock usare i soldi per godersi la vita più che si può. Non è rock fare degli schei la prima preoccupazione, come purtroppo succede a tanti vicentini.

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Opinioni | Categorie: Politica, Informazione

Un Ghedini al GdV

Niccolò Ghedini, avvocato del premierMeglio Tolettini di Ghedini. Meglio un avvocato che spiattella la squallida verità che un avvocato che la nega sistematicamente, gabellando le porcate per salvare il padrone come leggi utili a tutti gl'italiani. Ivano Tolettini, cronista giudiziario di punta del Giornale di Vicenza, nel suo editoriale di domenica 15 novembre ("Uno scontro inevitabile") ha avuto non si sa se coraggio, impudenza o incoscienza e ha messo nero su bianco ciò che pensa la pancia del paese che ancora crede allo spergiuro e corruttore Berlusconi. Sintetizzandola, la tesi di Tolettini è questa: il premier gode del favore della maggioranza dei consensi popolari, in democrazia la maggioranza detta legge, e chi la ottiene deve governare senza farsi intralciare da un tribunale «che avverte come nemico», perciò il lodo Ghedini sulla prescrizione breve va applaudito nel nome della pace repubblicana. Ora, mettiamo pure da parte come sia tutto da dimostrare che "la maggioranza" sia effettivamente per Berlusconi (l'alleanza Pdl-Lega-MpA ha ottenuto il 46-47% fra Camera e Senato, e sopravanza l'opposizione in aula solo grazie al premio detto appunto di maggioranza sì, ma relativa), il candore di Tolettini è tale che arriva a sostenere, come se fosse la cosa più naturale del mondo, che il nano di Arcore «sta esercitando una sorta di "dittatura della maggioranza"». Ma questo non significa democrazia, altrimenti con la stessa sicumera una sedicente maggioranza potrebbe decidere, per fare un esempio a caso, che chi è calvo col riporto va messo in galera.

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Quotidiano | Categorie: Informazione

Ufficio legale del Comune di Vicenza

Comune di Vicenza    

I numeri e l'attività sono stati presentati ieri durante un convegno di studio al Teatro comunale

Soprattutto edilizia ed urbanistica, ma anche commercio, pagamenti e personale. Sono le materie del contenzioso in cui l'Ufficio legale del Comune di Vicenza esercita prevalentemente la propria attività. Se poi sono 90 in media le nuove cause a cui ogni anno si dedica Palazzo Trissino (di cui il 70% amministrative, il 30% civili), non va dimenticata la notevole attività di consulenza che l'avvocatura comunale porta avanti parallelamente al contenzioso: dall'edilizia privata allo sviluppo economico, dai servizi sociali ai lavori pubblici, passando per urbanistica, ecologia e mobilità - senza dimenticare la questione del Dal Molin - sono state da 14 a 22 le consulenze che l'ufficio legale ha fornito negli ultimi tre anni nei vari ambiti di attività del Comune.
I dati sono stati forniti dall'avvocato Loretta Cecchinato dell'Ufficio legale del Comune di Vicenza durante il convegno di studio che si è tenuto ieri pomeriggio nel Ridotto del Teatro comunale "Città di Vicenza" su "Il contenzioso delle pubbliche amministrazioni e gli uffici legali interni", al quale si sono iscritte 300 addetti ai lavori, esaurendo in pochi giorni tutti i posti disponibili.
Organizzato dal Comune di Vicenza con il patrocinio dell'Ordine degli avvocati e dell'Unione veneta dei consigli dell'Ordine degli avvocati, e in collaborazione con l'Associazione avvocati Inail della Flepar (Federazione legale enti parastatali), il convegno è stata un'occasione per riflettere sul tema, grazie agli interventi di autorevoli esperti del settore.
Dopo il saluto del vicesindaco Alessandra Moretti, dell'assessore agli affari legali del Comune di Vicenza Antonio Marco Dalla Pozza, del presidente di Anci Veneto Giorgio Dal Negro, di Antonio Rosa, vicepresidente dell'Unione Triveneta Ordini degli avvocati e del presidente dell'Ordine avvocati Vicenza, Lucio Zarantonello, l'incontro ha approfondito in particolare i presupposti e i requisiti dell'ufficio legale interno di una pubblica amministrazione, il ruolo e lo status dell'avvocato pubblico, gli obblighi deontologici del dipendente e la vigilanza dei consigli degli Ordini.

 

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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