Il digitale terrestre in Veneto per Ciambetti
Digitale Terrestre banco di prova per la tutela del consumatore e la difesa del pluralismo dell'informazione: il Veneto non deve attendere
Nel secondo semestre dell'anno il Veneto passerà al Digitale terrestre e per vedere le trasmissioni televisive di qualunque emittente, gratuita o a pagamento, i cittadini dovranno essere muniti di decoder e di una antenna ricevente puntata correttamente verso la fonte del segnale digitale e soprattutto in perfetta efficienza, perché il segnale digitale non ammette interferenze.
Numerose iniziative sono state attivate dal gruppo consiliare della Lega Nord-Liga Veneta anche attraverso interrogazioni presentate alla Giunta, chiedendo tutela per i consumatori, perché in commercio ci sono diverse tipologie di decoder o di televisioni munite di decoder interno, ma solo alcuni permettono di vedere tutti i canali gratuiti, di accedere ai contenuti a pagamento e ai servizi interattivi, senza problemi. Si tratta degli impianti garantiti dal Bollino Blu (per i decoder) o Bianco (per le televisioni munite di decoder interno) DGTVI, marchio di garanzia per il consumatore dato dall'associazione delle televisioni italiane, che ha il compito di promuovere la diffusione del digitale terrestre, composto da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Dfree, Frt,
Aeranti-Corallo. In pratica tutte le emittenti, pubbliche come private, garantiscono la qualità del servizio attraverso i ricevitori dotati di questo marchio di qualità ; questi impianti non subiscono, di norma, i disguidi sofferti da strumentazioni che, per caratteristiche tecniche, nelle Regioni in cui è già stato avviato il passaggio al digitale, devono essere costantemente riprogrammate, con non pochi disagi per l'utenza. E' da sottolineare che gli impianti certificati hanno un costo maggiore rispetto ai modelli più semplici e che è necessario utilizzare un decoder per ogni televisore che si possiede.
Detto questo, il gruppo consiliare della Lega Nord-Liga Veneta invita le amministrazioni locali ad informarsi per verificare il grado di copertura nel proprio territorio locale dei segnali digitali mentre invita i cittadini a verificare con attenzione la qualità della strumentazione di ricezione, decoder o televisori di ultima generazione, da acquistare. Il Gruppo consiliare si fa promotore di una serie di iniziative tese ad informare correttamente i cittadini, con particolare riguardo alle categorie più svantaggiate, anziani o persone con scarsa dimestichezza nell'uso delle tecnologie, e propone anche alle associazioni di categoria interessate, mondo del commercio come artigiani antennisti, l'avvio di corsi di aggiornamento per i tecnici e la stipula di un accordo su base regionale per giungere alla fornitura di servizi alla cittadinanza, per la verifica o sistemazione delle antenne, a prezzi calmierati.
Chiediamo inoltre al governo di ampliare le agevolazioni per l'acquisto dei decoder, prevedendo l'aiuto anche per le riceventi non interattive, nonché invitiamo le forze politiche, l'Agcom, le rappresentanze sindacali delle emittenti, a giungere ad un accordo per la soluzione del cosiddetto nodo Lcn (logical channel numbering), funzione che assegna automaticamente ad ogni servizio televisivo una posizione nella lista (in pratica, il numero del canale da digitare nel telecomando) e che non deve in alcun modo penalizzare le emittenti locali private, le quali svolgono nei fatti un servizio di rilevanza pubblica di area circoscritta, che non può essere svolto dalla grande emittenza nazionale. Rammentiamo che le emittenti private sono parte essenziale del pluralismo dell'informazione e che con la loro attività riescono a bilanciare un duopolio che nel campo televisivo caratterizza in maniera negativa il sistema italiano.
Roberto Ciambetti
Capogruppo Liga Veneta - Lega Nord
Consiglio Regionale Veneto
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Gazzettino, no a collaboratori sottopagati
On. Sergio Berlato
L'INFORMAZIONE DEL GAZZETTINO NON PUO' ESSERE GARANTITA DA COLLABORATORI SOTTOPAGATI
Un'informazione libera e indipendente è figlia di un giornalismo svincolato dai poteri forti: ciò significa avere giornalisti tutelati da contratti sicuri e da una retribuzione corretta. Ma quando l'informazione dei giornali è ormai appannaggio quasi esclusivo dei collaboratori che alla precarietà del rapporto di lavoro aggiungono pure compensi irrisori, ecco che è l'autorevolezza stessa di una testata ad essere messa in discussione. Non crediamo che questo sia il caso del Gazzettino, quotidiano storico del Veneto, che ha sempre avuto nei collaboratori il suo valore aggiunto di penetrazione e conoscenza del territorio. La denuncia dei collaboratori del Gazzettino di Vicenza di compensi (di pochi euro a pezzo, comprensivi di ogni spesa sostenuta) i quali non solo sono inferiori ai costi sostenuti ma non sono neppure degni per un'attività così delicata e di responsabilità come è quella dell'informazione giornalistica, ci fa capire quanto difficile deve essere la situazione per questi giornalisti che si mettono in discussione per difendere la loro dignità professionale in una estrema dimostrazione di attaccamento alla testata. Noi siamo a loro vicini perché crediamo nella serietà e nell'importanza del loro lavoro, ma siamo anche sicuri che il Gazzettino e il suo editore saranno sensibili alla sacrosanta richiesta dei suoi collaboratori di poter tornare a svolgere con serenità il proprio dovere professionale.
On. Sergio Berlato
Deputato al Parlamento europeo
Giulio Antonacci eletto presidente dell'Avs
Redazione di VicenzaPiù  Â
In occasione dell'assemblea dei giornalisti convocata per eleggere i delegati all'assemblea regionale del sindacato Fnsi, l'Associazione vicentina della stampa (Avs), emanazione provinciale del sindacato giornalisti, ha rinnovato ieri i suoi vertici eleggendo a suo presidente Giulio Antonacci, l'ex direttore de Il Giornale di Vicenza, sostituito il 22 dicembre da Ario Gervasutti.
Il direttivo è formato dai giornalisti Andrea Libondi, Elisa Santucci, Stefano Girlanda, Alessandra Ortolan, Paola Masera e Gian Maria Maselli, dai Revisori dei conti Marino Smiderle, Gianfranco Candiollo e Luigi Centomo e dai Probiviri Tiziano Bullato (presidente uscente dell'Avs), Marco Sessa e Gilberto Padovan.
L'assemblea sindacale ha avuto come ospite il segretario veneto del sindacato giornalisti Daniele Carlon e ha espresso solidarietà ai collaboratori vicentini del quotidiano "Il Gazzettino", in sciopero in questi giorni per i compensi ridottissimi a causa delle ristrutturazioni in corso, che hanno visto chiudere anche la redazione cittadina.
Continua a leggereSolidarietà ai collaboratori de Il Gazzettino
Da oggi sino a mercoledì 20 gennaio la redazione de Il Gazzettino non riceverà articoli da parte dei propri collaboratori.
Si tratta di una decisione seria e sofferta, assunta da professionisti che da anni, con entusiasmo e passione, garantiscono una informazione seria e puntuale nella nostra Provincia.
La sottoscritta esprime tutta la solidarietà nei confronti di questi lavoratori che si trovano umiliati da decisioni che li costringono all'atto estremo ovvero, astenersi dal lavoro per i prossimi 3 giorni.
Come Parlamentare ho seguito la vicenda in modo attento, inviando interrogazioni (co-firmate anche da altri parlamentari vicentini), al Governo e al Ministro Competente ; ad oggi però quelle risposte non sono ancora giunte.
Ho parlato della situazione vicentina de Il Gazzettino con colleghi di segno politico diverso dal mio, questo per tentare un'azione comune in favore dei collaboratori del Gazzettino, arrivando anche a contattare lo stesso editore Dott. Caltagirone.
Non smetterò di ribadire con forza che la dignità di un lavoratore va posta come priorità , e sono convinta che le richieste avanzate potranno trovare accoglimento da parte dell'editore e dell'azienda.
Condividendo le richieste e interpretando le rivendicazioni di questi lavoratori, sono a riformulare la richiesta che questo patrimonio di professionalità venga valorizzato e non disperso per semplici calcoli economici.
L'eventuale perdita di queste figure sottrarrà l'intera provincia vicentina di voci qualificate che giorno dopo giorno offrono a tutti una informazione seria e di alta qualità .
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Solidarietà ai lavoratori del Gazzettino
Federazione della Sinistra
Oggi e nei prossimi due giorni alcuni lavoratori del Gazzettino di Vicenza scioperano per avere il diritto di vedere il proprio lavoro riconosciuto con la dovuta giustizia. Chiedono di poter incontrare l'editore per discutere del proprio futuro e delle condizioni nella quale versa la libertà di informazione nel nostro paese e nella nostra provincia.
A loro va la nostra massima solidarietà senza distinguo, senza ambiguità , senza se e senza ma.
Vorremmo che si facesse la dovuta attenzione a ciò che questa protesta evidenzia. Vorremmo che si discutesse di quelle forme di censura indotte dalla precarietà del lavoro nella quale vivono quei giornalisti che non godono di emolumenti milionari, che non compaiono in televisione a
pontificare su tutto.
Quale libertà di informazione può esistere quando vengono imposte condizioni di lavoro e retribuzioni insufficienti? Quale libertà di espressione può esserci se chi scrive può essere ricattato in ogni momento e non può avere un futuro sicuro?
Un sistema che non tutela il lavoro di chi scrive e, magari, vuole fare inchieste anche scomode è un sistema poco libero, asservito al potere. Pensiamo che la situazione evidenziata dai lavoratori de "Il Gazzettino spa" in sciopero sia comune a tanti, troppi, collaboratori di organi di
informazione provinciali e nazionali.
Mantenere l'instabilità economica e la precarietà di lavoro del lavoratore-giornalista è una scelta ben precisa di chi vuole mantenere il controllo su ciò che viene scritto. Di fatto si impongono forme subdole di autocensura che concorrono a fare in modo che l'informazione italiana sia poco libera, imbavagliata, incerta, timida.
Una situazione intollerabile che ci vede tutti coinvolti anche se non ce ne rendiamo conto. Dobbiamo cercare, ognuno coi propri mezzi, di cambiare questo stato di cose e denunciare con chiarezza questa maniera, poco trasparente e affatto democratica, di "fare informazione".
Vorremmo che fosse chiaro che i lavoratori del Gazzettino scesi in sciopero stanno rischiando quello che hanno di più caro: il loro lavoro e la loro passione di fare giornalismo. Stanno rischiando perché sono ricattabili e, con tutta probabilità , ricattati. E rischiano ancora di
più perché i rapporti di forza non sono certo dalla loro parte.
Per questo è necessario che tutti diano loro perlomeno solidarietà .
Ne va della libertà di ognuno di noi di essere informato da chi lo fa con passione e professionalità .
Giorgio Langella
Ezio Lovato
Federazione della Sinistra - coordinamento PdCI-PRC Vicenza
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Il calendario Pin Up 2010 nel n. 178 di VicenzaPiù in edicola
Nel n. 178 di VicenzaPiù in edicola e in distribuzione da oggi è inserito in omaggio il calendario Pin Up 2010.
Se le Pin Up, con la loro bellezza provocatoria, ma mai di cattivo gusto, sono state per anni, dopo l'iniziale avversione della censura bigotta (solo di allora?), scherzose, birichine e ammiccanti, ecco il primo legame che le unisce a VicenzaPiù.Â
Se poi, parafrasando la descrizione del fenomeno Pin Up, riportato di seguito, con l'andare degli anni ... la censura è divenuta molto più tollerante (per prudenza manteniamo il se), anche VicenzaPiù, come ogni Pin Up evoluta e tornata recentemente di gran moda, è meno moderata e sempre più indiscreta ... provando, però, a mantenere quel difficile ma necessario equilibrio fra provocazione (per le Pin Up si chiama erotismo), buon gusto e discrezione (per VicenzaPiù si chiama rispetto della persona e certezza dell'informazione) ...
Speriamo che l'omaggio sia gradito così come speriamo che VicenzaPiù possa continuare a provocare per l'interesse di tutti, con buon gusto e discrezione, nel senso di cui sopra.Â
Il fenomeno Pin Up (le immagini sono della Collezione Alessandro e Nadia Battocchio, che ringraziamo)
Pin-Up è un neologismo coniato in America, ed entrato nell'uso corrente, agli inizi del ventesimo secolo per indicare un certo tipo di immagini che rappresentano belle, maliziose ed esuberanti ragazze, destinate ad un pubblico maschile, ben distanti però dalla pornografia e dal cattivo gusto.
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La rivincita dello strillone
Domani VicenzaPiù torna in edicola dopo la pausa natalizia. Vi regaliamo in anteprima le "ciacole" che troverete in prima pagina nel numero 177.
Almanacchi, almanacchi nuovi! Stilando il classico bilancio di inizio anno, viene in mente la famosa storiella leopardiana del venditore di almanacchi: uno strillone ambulante cerca di vendere calendari promettendo ai possibili clienti dodici mesi pieni di felicità , ma le sue ottimistiche convinzioni vengono smontate punto per punto da un passante decisamente disincantato. Ecco, guardando al 2010 viene invece da pensare che, per una volta, potrebbe anche aver ragione l'ingenuo venditore di almanacchi.
È difficile immaginare, infatti, che le cose possano peggiorare rispetto ad un 2009 decisamente nero. Prima di tutto dal punto di vista economico, dove a detta di quasi tutti gli osservatori è stato ormai raggiunto il fondo del barile, e non si può che risalire la china. Lentamente, faticosamente, certo, ma sempre di risalita si parla. La nostra opinione è che finora ammortizzatori sociali e risparmi di famiglia abbiano aiutato molto a tamponare le situazioni più critiche, e che prima di tornare ad un certa tranquillità ci sarà ancora da penare parecchio, ma ci auguriamo di essere smentiti.
Poi dal punto di vista politico: negli ultimi due anni la città ha cambiato amministratori in quasi tutti i suoi punti chiave, istituzioni, associazioni di categoria, mass media. Vicenza si affaccia così al secondo decennio degli anni 2000 con un assetto più variegato e multiforme. Cosa che, sulla carta, non può che farle bene. Leopardi permettendo.
Grazie a Rete Migranti di Vicenza
L'autocelebrazione non rientra nel nostro stile, ma ci fa piacere, inutile negarlo, che gli altri riconoscano il lavoro e la qualità della nostra (quasi totalmente giovane) redazione.
Se pochi giorni fa, ad esempio, Roberto Ciambetti, Capogruppo in Regione della Lega Nord, ci ringraziava per lo spazio dato alle sue opinioni (cosa che facciamo comunque, sempre e con tutti quelli che ce le inviano e sono disposti a discuterne e farne discutere), siamo, se possibile, ancora più contenti se a riconoscere il nostro sforzo di fare informazione (di libero confronto) non sono i potenti di turno ma un'Associazione di chi crede nella vita, nell'integrazione e nel futuro di un mondo che non può essere ‘global' solo per gli interessi economici, dimenticando l'essenza dell'umanità .
Continua a leggereCiambetti e dibattito iniziato su Sud e tasse
Riceviamo la risposta di Roberto Ciambetti, Capogruppo Regionale della Liga Venta-Lega Nord, alle nostre note al suo precedente intervento, che meritano di essere ulteriormente approfondite, anche con commenti degli utenti e lettori, come suggerisce lo stesso Ciambetti, che ringraziamo.
Giovanni Coviello
Ringrazio per lo spazio che abitualmente, e da tempo, concedete ai miei comunicati ed interventi.
Che l'incremento dei redditi nel Mezzogiorno sia dovuto all'emersione dell'evasione fiscale è detto dalla stessa Agenzia delle entrate.
Anzi, in maniera ben più decisa di quanto detto da me, i tecnici ministeriali sostengono che parte di questa evasione fiscale sia riconducibile a settori di liberi professionisti, mentre elevatissima rimane ancora l'evasione nell'Italia Meridionale nel commercio, nell'artigianato e nella piccola e impresa.
Grave, sempre secondo dati Agenzia delle Entrate, il dato del lavoro in nero, che sottrae risorse all'Inps e agli istituti previdenziali, con lavoratori che non sono tutelati.
L'analisi, che ho proposto sul Mezzogiorno, nasce inoltre da dati di Bankitalia e di vari centri studi: che si tratti di chiavi di lettura discutibili e da sottoporre al vaglio anche della critica non lo nego.
Dico che per anni abbiamo sentito ben altre storie e che forse è giunto il momento di
farla finita: e non si tratta di una lettura di parte o strumentale, visto che per primo ho detto che tanti lavoratori onesti del Sud sono stati costretti ad emigrare.
Saluti
Roberto Ciambetti
Ciambetti sui redditi da evasori del Sud (?)
Riceviamo e pubblichiamo con note di Giovanni Coviello Â
Ciambetti (lega): "I redditi dichiarati nel Sud Italia aumentano in maniera incredibile nonostante la crisi: si rovescia lo stereotipo che vuole i Veneti grandi evasori fiscali"
"I dati emersi nell'incremento medio tra i redditi dichiarati tra il Sud Italia, cresciuti ben oltre la media nazionale, e l'area padano-veneta, dove i redditi nel 2008 hanno avuto un incremento contenuto, sono l'ulteriore riprova di una lettura distorta e spesso strumentale della situazione del Mezzogiorno".
Lo ha detto il presidente del gruppo consiliare regionale leghista Roberto Ciambetti durante un incontro con militanti leghisti a Vicenza commentando i dati diffusi dall'Agenzia per le Entrate relativamente alle dichiarazioni del 2009.
"In Calabria, stando ai dati ufficiali, l'incremento del reddito dichiarato è stato del 6,4%: si è passati infatti dai 13.080 euro del 2007 ai 13.920 del 2008 - ha continuato Ciambetti - In Molise l'aumento è stato del 5,1%, in Campania del 5%, in Sicilia del 4,8%, in Sardegna del 4,5% e questo incremento contrasta nettamente con i dati relativi al Prodotto interno lordo che nel Mezzogiorno è calato dell'1,5 per cento, contro uno meno 0,8 per cento del Nord. E' chiaro che l'incremento del reddito dichiarato nel mezzogiorno riguarda quote di guadagni che in passato non venivano dichiarate, insomma emerge l'evasione fiscale che nel sud è molto più ampia, diffusa e di non poco conto: si rovescia lo stereotipo che vuole il Nord, e il Veneto in special modo, come terra di evasori fiscali e scommetto - ha proseguito Ciambetti - che se si facesse una analisi approfondita in alcuni settori, penso al bollo auto o al canone televisivo, scopriremo altri dati molto interessanti"
L'esponente leghista vicentino ha poi invitato alla prudenza nell'analisi statistica: " Bisogna fare attenzione a interpretare gli studi e le statistiche - ha detto Ciambetti - se analizziamo il dato sulla povertà partendo come base dall'effettivo costo della vita dei capoluoghi italiani scopriremo che il rischio povertà è ben maggiore al Nord ed è al nord che bisogna mettere assieme almeno due redditi di lavoratori per avere livelli minimi di potere d'acquisto".
Interrogato da un iscritto leghista napoletano Ciambetti ha precisato che "non dico che nel Mezzogiorno ‘i pianse el morto...', anche se talvolta viene da pensarlo. A fianco di sacche di povertà e situazioni veramente difficili che hanno costretto una grande quantità di onesti lavoratori meridionali a cercare fortuna altrove, nel Nord Italia come all'estero - ha sottolineato Ciambetti - coesistono anche altre situazioni dall'assistenzialismo ormai cronicizzato quanto ingiustificato sino a quanti strumentalizzano difficoltà e povertà evidenti per celare ricchezze o garantirsi rendite sconosciute al fisco. C'è nel Mezzogiorno una cultura dell'illegalità che giustifica anche l'evasione fiscale, che giustifica il mancato pagamento di tasse e imposte, che giustifica il totale disinteresse verso l'obbligo sociale che tutti i cittadini hanno e anche in questo è chiaro il divario esistente tra il Sud Italia e l'area padana ed è chiara la necessità di dare, al più presto, alle nostre regioni strumenti diversi di governo, perché dobbiamo fronteggiare situazioni e culture diverse"
Roberto Ciambetti
Nostre note sulle dichiarazioni di Roberto Ciambetti
Riportiamo, come sempre, i pareri di tutti (e spessissimo pubblichiamo pareri e comunicati di Roberto Ciambetti) ma per onestà ci piacerebbe capire come un aumento "del reddito dichiarato nel mezzogiorno" debba con certezza riguardare "quote di guadagni che in passato non venivano dichiarate", e come, quindi, da quell'incremento di dichiarazione di reddito emerga "l'evasione fiscale che nel sud è molto più ampia, diffusa e di non poco conto...".
Non contestiamo, certo, l'esistenza di persone (anche non poche) disoneste nel sud (così come, purtroppo, in tutta l'Italia, per non parlare del mondo intero) ma come si fa ad accettare l'equazione "dichiarazione di maggior reddito = ammissione di evasione", per giunta ghettizzando il sud per redditi di persone fisiche dimenticando che gran parte dell'evasione (dovunque) riguarda le aziende e i loro titolari?
Sembrerebbe, questo, un invito implicito di Ciambetti a non dichiarare redditi maggiori per non essere inseriti nella lista dei cattivi, mentre dichiarare il vero dovrebbe essere un attestato o di miglioramento di condizioni o di emersione del nero e dell'evasione.
Per essere chiari, siccome, ad esempio, per effetto dei rialzi in Borsa, il patrimonio dei super ricchi d'Italia (i miliardari in euro sono passati da 11 a 14 nel 2009 nonostante la crisi abbia fatto perdere almeno 500.000 posti di lavoro, nel nord, al centro e nel sud) è cresciuto da gennaio a dicembre 2009 di 13 miliardi di euro, cioè di 2,5 milioni di euro al giorno a testa, Ciambetti ne deduce che sono evasori imprenditori come la famiglia Rocca, il cui patrimonio è cresciuto del 107% pur avendo il suo gruppo dell'acciaio, la Tenaris, annunciato il taglio di mille lavoratori su 2.800?
E, visto che "il podio dei maggiori investitori azionari italiani - La Repubblica, i quotidiani e la Borsa del 2 gennaio - è monopolio del Nord Est", imprenditori come Leonardo Del Vecchio (+37%) e come Benetton (+34%) sono per Ciambetti evasori dichiarati solo perché hanno ufficialmente qualche spicciolo (in miliardi) in più nel loro portafoglio anche borsistico?
Ed evasore lo è anche il premier Berlusconi (+35%) che è più ricco o meno povero del 2008?
Bastano, infine, a Roberto Ciambetti i dati dello Scudo fiscale con la massa immane di denaro rientrato dall'estero e sicuramente occultato da aziende e imprenditori? Del Sud? ... Mah!
L'evasione è un male da estirpare ma la demagogia ... anche.
Parliamo del problema ma non a senso unico e predeterminato!
Grazie, Roberto Ciambetti.
Redazione VicenzaPiù
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