Ciambetti ringrazia Veneto Stellato
Riceviamo e pubblichiamo lettera di ringraziamento di Roberto Ciambetti a Veneto Stellato per l'attribuzione del nome all'asteroide 24087.
Cari amici,
sono rimasto veramente sorpreso, e commosso, quando ho realizzato cosa avevate fatto per me e la sorpresa s'è fatta ancora più grande quando ho letto il mio nome accomunato a quello di un grande della cultura vicentina, Mario Rigoni Stern; tra me e lo scrittore asiaghese per meriti e importanza c'è una distanza, "si parva licet", siderale: lui è una stella, di nome e di fatto, io, in proporzione poco più di niente e non lo dico per falsa modestia, ma perché è vero, perché al suo confronto di certo io non meritavo l'onore che mi avete riservato.
Sarei un bugiardo, per altro, se nascondessi la soddisfazione di vedere il mio nome fissato nel cielo: mi auguro di non essere una meteora! Mi auguro anche che altri, nel mondo della politica e dell'amministrazione pubblica, dopo aver letto della vostra iniziativa si convincano dell'importanza non solo della lotta all'inquinamento luminoso, ma anche della necessità di avviare una riflessione serena e pacata, ma decisa e con sbocchi concreti, su altri temi strategici, dal finanziamento alla ricerca scientifica nel campo astronomico come in quelli legati alle scienze dell'ambiente e alla meteorologia, all'adozione coraggiosa di provvedimenti sul clima, contro il surriscaldamento globale, alla lotta contro ogni forma di inquinamento... Di stelle, pianeti, satelliti, asteroidi e corpi celesti vari ce ne sono a sufficienza da dedicare a quanti si impegneranno su questa strada.
A voi tutti un grazie sincero di cuore e l'assicurazione dell'essere a vostra disposizione e di un impegno che in me non verrà di certo meno: siete stati veramente delle stelle!
Grazie
Roberto Ciambetti
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Un asteroide intitolato a Roberto Ciambetti
Veneto Stellato  Â
Sperando che sia di Vs. interesse, alleghiamo il comunicato stampa per l'intitolazione di un Asteriode al Consigliere regionale della Regione Veneto da parte della IAU (Internationl Astronomical Union), con le motivazioni in esso riportate.
Cordiali saluti
Il presidente di Veneto Stellato
Leopoldo Dalla Gassa
La comunità astronomica internazionale (IAU) dedica un asteroide a R. Ciambetti.
Secondo quanto recita il comunicato del Minor Planet Center (MPC)*, un'organizzazione dell'International Astronomical Union che ha sede presso Lo Smithsonian Observatory dell'Università di Harvard negli Stati Uniti, il riconoscimento è dovuto all'impegno profuso per l'aggiornamento della Legge Regionale sull'inquinamento luminoso, che ha portato la Regione Veneto nuovamente all'avanguardia nel panorama delle normative che regolano il settore.
Dal 2005, alla guida di un nutrito gruppo di amministratori, il Consigliere Regionale Ciambetti si è adoperato per il rinnovamento della legge a protezione del cielo notturno facendo convergere nell'attuale testo normativo le istanze della comunità astronomica locale e le aspettative di quella parte della popolazione che crede nel buon senso e nella necessità di mettere in atto tutte le misure necessarie per la riduzione di inutili sprechi di energia, come appunto quella emessa verso l'alto dagli impianti di illuminazione pubblici e privati. Non si tratta di un fatto insolito per la nostra Regione, è già successo nel recente passato. Lo stesso onore è toccato, ad esempio, allo scrittore Mario Rigoni Stern, che con la sua letteratura si è fatto paladino dell'integrità dell'ambiente rurale dei monti del Veneto e dei tesori che la notte restituisce quando le attività umane si affievoliscono e la montagna ridiventa il regno del silenzio. Nella notte la natura dei monti e delle zone remote si fa spettacolo e questo spettacolo per essere conservato richiede una tutela integrale del cielo della nostra regione dalle dolomiti alle aree industriali della pianura.
Questo perché, purtroppo, l'inquinamento luminoso si propaga a grandi distanze danneggiando non solo il nostro vicino ma anche l'ambiente il diritto di chi è più lontano da noi.
È questo il principio ispiratore della Nuova Legge Regionale del Veneto che pone limiti ancor più restrittivi della precedente normativa e migliora i target di qualità già individuati dalla legge del 1997, la prima legge emanata in difesa del cielo.
Questi due primati sono oggi vidimati dalla decisione dell'MPC di dedicare ad un amministratore della Regione Veneto l'asteroide 24087 scoperto dall'osservatore italiano Luciano Lai dall'Osservatorio di Madonna di Dossobuono (Verona) il 27 ottobre 1999 e che ancora aspettava di ricevere un nome.
* The previoua citation is from MPC 68447:
(24087) Ciambetti = 1999 UT3
Discovery date : 1999 10 27
Discovery site : Dossobuono
Discoverer(s) : Madonna di Dossobuono Lai Luciano
Since 2005 Roberto Ciambetti (b. 1946) has been promoting a new law against light pollution in the Veneto region. This law was renewed during the International Year of Astronomy, and
astronomical observatories will now be more protected.
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Ceduto immobile adibito a vendita latte
Prosegue l'alienazione dei locali un tempo adibiti alla vendita del latte: per 38mila euro è stato ceduto l'immobile di via Di Velo
38mila euro sono stati ricavati dal Comune per l'alienazione di un immobile di proprietà . Si tratta del locale adibito alla vendita del latte e beni alimentari in via Di Velo. L'immobile, stimato 43.900 euro, era stato già oggetto di due gare, nel 2003 e nel 2009, entrambe andate deserte. Successivamente nel giugno 2009 la locataria aveva deciso di riscattare l'immobile offrendo 20mila euro: l'offerta non era stata però accolta perché l'importo si distanziava eccessivamente dal prezzo previsto dalle gare. L'offerta di 38mila euro, proposta di recente da un'altra persona interessata all'acquisto, è stata invece considerata accettabile perché consente al Comune un ricavo equo ed immediato.
La decisione di vendere il negozio in questione rientra in un programma di alienazione di beni immobili di proprietà comunale approvato dal Consiglio nel luglio del 2002 del quale fanno parte sei locali un tempo adibiti alla vendita del latte. Di questi sono già stati venduti quelli di viale Cricoli, strada del Tormeno, viale Fiume. Rimangono di proprietà del Comune gli spazi di viale Astichello, via Zugliano, strada della Paglia. Oggi in alcuni di questi locali si continua a vendere latte insieme a prodotti alimentari; altri ospitano, invece, attività commerciali o sono in disuso.
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Vaduz, fisco procede. Anche su vicentini?
Redazione di VicenzaPiù  Â
Agenzia Entrate ha messo sotto osservazione 120 italiani incassando già 30 mln
Chiusa quella giudiziaria per vari motivi, tra cui, soprattutto, la prescrizione, va, invece, avanti l'indagine fiscale sui depositi a Vaduz (Liechtenstein) di contribuenti italiani.
Tra questi c'erano alcuni nomi noti (Amenduni, Chimento, etc.) dell'imprenditoria vicentina (su cui riferirono anche Il Giornale di Vicenza e la nostra testata web) ma non si sa al momento se sono attualmente nel mirino degli ‘investigatori fiscali'.
L'Agenzia delle Entrate ha messo sotto osservazione 120 nomi, ha individuato 170 milioni di evasione e richiesto, tra imposta evasa e sanzioni, 240 milioni di euro.
I versamenti già effettuati ammontano a 30 milioni.
Il bilancio - ha spiegato all'ANSA il 'numero 2' dell'Accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlando - "è, però, provvisorio".
Il comune senso del pudore e La Repubblica
Giuliano Corà    Â
Lettera a Ezio Mauro, direttore de La Repubblica
Gentile Dott. Mauro,
a pag. 16, all'interno di un articolo sulle elezioni in Ucraina, la Repubblica dell'8 febbraio pubblica, accanto ad una foto, questa didascalia: "Alcune attiviste ucraine nude ai seggi di Kiev hanno innalzato cartelli con scritte quali "Non vendete il vostro voto" e "Non siate delle prostitute". A fianco la foto, nella quale compaiono tre attiviste come descritto: seminude (a mezzobusto: sulla parte inferiore del corpo indossano un qualche indumento, non meglio individuabile) con un cartello in mano. La foto misura cm 6,2x3,6, e le tette delle ragazze riprese misurano, circa, mm 2 ciascuna. Su di esse, qualcuno si è preso la briga di cancellare i capezzoli con dei tratti di pennarello azzurro. Ora, io lo so che al mondo ci sono cose più importanti, ma, mi creda, mi sono cascate le braccia. Perché vede, se qualcuno è capace di eccitarsi con una tetta di due millimetri, quello è certamente un caso disperato, ma che qualcuno pensi che qualcuno possa eccitarsi con una tetta di due millimetri, e conseguentemente si applichi a censurare i capezzoli di quella tetta (misura probabile dei suddetti capezzoli mm 0, 2), beh, questo secondo qualcuno è molto, ma molto più malato del primo. Per favore, mi dica che non è stato Lei, che la foto vi è arrivata così dall'Ucraina ... Me lo dica, per favore: mi restano così poche certezze nella vita ...
Giuliano Corà , Barbarano (VI)
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Bettino Craxi, Vittorio Bachelet e la Rai
Molti utenti della nostra testata web ci hanno inviato e chiesto di pubblicare il pezzo ripreso dal Blog L'Espresso di oggi e firmato Marco Damilano. Eccolo
A loro immagine
Un mese fa la tv di Stato ha dedicato molte ore di trasmissione ai dieci anni della morte di Bettino Craxi. Lo speciale di Minoli in prima serata su Raidue, la puntata di Porta a Porta con intervista di repertorio di Vespa su Raiuno, il faccia a faccia di Lucia Annunziata con la figlia Stefania su Raitre.
Un ex presidente del Consiglio. Ma anche un latitante condannato per tangenti. Commemorato dalla Rai in prima, seconda, terza serata, di mattina, di pomeriggio. A reti unificate.
Per Vittorio Bachelet, ucciso trent'anni fa dalle Brigate Rosse, un mite eroe della Repubblica, un servitore dello Stato assassinato dai nemici della democrazia sugli scalini dell'università , ricordato ieri dal presidente Napolitano e dal ministro Alfano, la Rai aveva messo in palinsesto una puntata di mezz'ora della rubrica religiosa "A sua immagine", oggi pomeriggio alle 17. Una roba clandestina.
Ore di programmazione in prime time contro pochi minuti in una fascia di basso ascolto. E già questo dà l'idea di quale siano i pesi e le misure in gioco, di come sia possibile manipolare la memoria, di come si fa a dettare l'agenda e imporre i temi e i tempi del dibattito pubblico.
L'incredibile è che questa mattina viale Mazzini ha deciso di annullare perfino quel timido omaggio, il programma già registrato una settimana fa. Motivazione: si sono accorti che c'è un'intervista al figlio di Vittorio, Giovanni Bachelet, che tanti italiani ricordano come il ragazzo che ai funerali del papà chiese perdono per gli assassini e che oggi è un professore universitario di fisica e deputato del Pd.
La sua testimonianza sarebbe una violazione della par condicio pre-elettorale.
Stefania Craxi, deputata del Pdl e sottosegretaria del governo Berlusconi, ha occupato il servizio pubblico in tutte le ore del giorno e della notte presentando il leader del Psi come vittima e martire della giustizia, con totale disprezzo della verità giudiziaria e storica. Giovanni Bachelet, invece, non può avere a disposizione neppure qualche minuto per ricordare il padre, morto in nome di quei valori costituzionali che oggi il governo di cui fa parte Stefania Craxi non perde occasione per calpestare.
Craxi sì, Bachelet no. Questa è l'idea di par condicio dei burocrati della Rai.
A loro immagine.
MARCO DAMILANO - LOST IN POLITICS - blog L'Espresso 13-02-10
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Citylights, le spie a Vicenza e Africom
Su Citylights il comando militare USA "racconta" Africom
La cover "La città delle spie" dedicata ai servizi segreti a Vicenza
Una cover provocatoria, con un corso Palladio popolato dei molti interpreti del leggendario James Bond, il più popolare agente segreto di tutti i tempi, su cui campeggia il titolo: "La città delle spie".
E un lungo intervento, eccezionale e inconsueto, del comando militare USA di Vicenza su Africom.
È quello che offre il numero di febbraio di Citylights, il mensile del Comune di Vicenza da oggi in distribuzione gratuita in città .
A firma nientemeno che del Generale William Garrett III, di stanza alla Ederle (e ufficiale più alto in grado dell'esercito a stelle e strisce in Italia), Citylights pubblica uno scritto che offre l'interessante punto di vista americano sul crescente impegno militare degli USA in Africa.
Come spiega l'editoriale, «La richiesta di pubblicazione è arrivata proprio dal comando militare statunitense di Vicenza, in "risposta" a un articolo pubblicato nel Citylights di settembre. In quel pezzo, "Giallo d'Africa", si raccontava l'avanzata dell'egemonia cinese sul Continente Nero, e si riferivano le ipotesi secondo cui la creazione del comando militare Africom, che interessa anche la Ederle, rappresentasse proprio la risposta USA al predominio della Cina. Ora potete leggere la preziosa e articolata "replica" americana, e giudicare - come sempre dev'essere - da voi».
Il pezzo di doppia pagina che riprende la cover dedicata a "La città delle spie", invece, ricostruisce il quadro di una Vicenza in cui i servizi segreti e in genere lo spionaggio hanno avuto parecchio da dire - e da fare. «Fin dai tempi - spiega l'editoriale - della Serenissima Repubblica Veneta, crocevia di mille intrighi e fucina di spie, codici, stratagemmi. Fino agli anni '90, che vedono affiorare dalle cronache giornalistiche elementi spesso opachi e misteriosi, che indicherebbero nella nostra città il teatro di operazioni poco cristalline. E guardando al futuro, non è difficile immaginare come la città che a breve ospiterà la seconda maggior concentrazione di militari statunitensi in Europa possa essere, piuttosto comprensibilmente, oggetto di speciali attenzioni da parte delle intelligence di mezzo mondo. E poi, alzi la mano chi, in questa città che coltiva da sempre il piacere sottile del pettegolezzo e di un certo beneducato voyeurismo, non è stato almeno una volta delatore o vittima di delazione - almeno una volta spiato, o spione».
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Silvia Toffanin, foto, video e ricatti
Redazione di VicenzaPiù   Â
Silvia Toffanin, giornalista professionista di Marostica nel Bassanese, ex letterina, conduttrice di Verissimo su Canale 5 e dal 2001 compagna di Pier Silvio, vicepresidente Mediaset e primo figlio maschio del premier, e futura mamma sarebbe stata vittima (fonte La Repubblica) di un tentativo di estorsione per immagini video e per foto, poi mai rese pubbliche.
Lo ha reso noto in un'intervista al quotidiano di Ezio Mauro a firma Davide Carlucci il fotografo Maurizio Sorge, cinquantenne del frusinate, introdotto nel mondo dello spettacolo da Gabriella Carlucci e poi entrato in contatto con Fabrizio Corona con cui ha fatto il ‘grande salto'.
Ora - scriveva ieri La Repubblica- "è uno dei 4 indagati nell'inchiesta del Pm Di Maio".
Alla domanda "Chi le ha proposto i filmati e le foto della Toffanin" Maurizio Sorge ha risposto: "Non posso dirlo. Ho saputo da altre persone che c'erano questi servizi che però non ho mai visto. Mi hanno solo riferito ilo contenuto"
All'altra domanda "E perché ha deciso di rifiutarli?" il fotografo ha risposto: "Perché ho annusato che la cosa non era giusta. Non ho abboccato. Era materiale di dubbia provenienza. E risaliva a tanto tempo fa"
Nel prosieguo dell'intervista Maurizio Sorge, negando ogni addebito di tentativo di estorsione, ha anche detto: "Intanto per l'episodio della Toffanin ci saranno 3 colleghi che saranno coinvolti e che dovranno dare delle spiegazioni".
Presepe di Magrè: la creatività della natività con animali... impagliati
Molti di voi avranno visto Seven, il bel film di D. Fincher (USA, 1995), in cui un assassino seriale uccide e ricompone i pezzi dei corpi delle vittime per esibirli in una rappresentazione dei sette peccati capitali. Può darsi che abbiate visto il suo modesto remake, Resurrection (R. Mulcahi, USA, 1999): qui l'assassino mette insieme pezzi di corpi per ricostruire il corpo di Cristo prima della Pasqua. Forse qualcuno avrò visto anche l'ottimo Manhunter (M. Mann, USA, 1986), in cui famiglie intere vengono sterminate e poi i corpi disposti a formare dei ‘teatrini'. Magari qualcuno avrà perfino letto Afrodite (1896), di Pierre Louys, in cui, dopo che la cortigiana Chrysis è stata giustiziata con la cicuta, lo scultore Demetrio ne dispone artisticamente il cadavere per scolpirlo. Li definireste dei ‘creativi', quei tipi? Ne dubito: c'è un limite davanti al quale ogni creatività si arresta, ed è appunto la morte. Tanto più se, a causare quella morte, siete stati voi.
Lettera al GdV su collaboratori Gazzettino
Riceviamo da Giorgio Langella una lettera ‘aperta' al GdV sulla situazione dei colleghi de Il Gazzettino e la pubblichiamo ringraziandolo per aver evidenziato che VicenzaPiù (soprattutto nella sua testata online) ha dato la richiesta visibilità al problema e associandoci nel chiedere un dibattito sulla libertà di stampa e di informazione
Al direttore de "Il Giornale di Vicenza"
Vicenza, 22 gennaio 2010
Egregio Direttore,
come Lei certamente sa, lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20 gennaio alcuni collaboratori del Gazzettino di Vicenza hanno scioperato per il diritto ad essere trattati con dignità .
Ma cosa chiedono questi otto lavoratori? Molto poco. Vorrebbero ottenere un trattamento economico dignitoso (oggi stentano a raggiungere compensi di 300-400 euro al mese!) e vedere riconosciuta la propria professionalità . Chiedono di incontrare la dirigenza del loro giornale per dialogare, per capire quale potrà essere il loro futuro.
Sono normali rivendicazioni di normali diritti. Ma, i lavoratori scesi in sciopero, hanno anche chiesto solidarietà e un minimo di visibilità . La solidarietà è stata loro data da esponenti provinciali, regionali e nazionali di diversi partiti politici (dai comunisti alla lega), da sindacati, da qualche giornalista (a titolo personale).
La visibilità , invece, è stata loro negata. Nulla è trapelato nei giornali locali che, tranne VicenzaPiù, sono rimasti del tutto indifferenti alla loro giusta protesta.
Di conseguenza, questi lavoratori, sono diventati protagonisti invisibili di uno sciopero invisibile perché nascosto all'opinione pubblica.
Nulla è stato scritto nel Suo giornale (tranne una riga "persa" in un articolo del 20 gennaio 2010 che trattava la nomina del nuovo presidente dell'Associazione vicentina della stampa).
Nulla è stato riportato, nel Suo giornale, delle prese di posizione solidali ai lavoratori del Gazzettino che sono state inviate anche al Suo giornale con la chiara intenzione di dare un minimo di visibilità allo sciopero.
Nulla.
Non ci sembra un modo giusto di fare informazione. Ci sembra, invece, che il silenzio, da parte del Suo giornale e di tutta la stampa vicentina, su questa vicenda sia emblematico di una maniera conformista di fare informazione. Un silenzio che, di fatto, occulta le notizie "scomode"; quelle notizie che evidenzierebbero un malessere diffuso nel mondo del lavoro (dalle fabbriche agli uffici, alle redazioni dei giornali) dovuto alle condizioni di precarietà (disoccupazione crescente, retribuzioni misere, mobilità e cassa integrazione che non garantiscono una vita decente, insicurezza) che i lavoratori vivono e che sta diventando la caratteristica principale della "società del benessere" italiana.
Ci sembra che la libertà di informazione subisca duri colpi non solo quando esiste una palese censura, ma anche quando si tacciono le notizie. Forse il non poter leggere, ormai troppo spesso, notizie sulle condizioni di lavoro che stiamo subendo, ci porta a errori di valutazione, ma, crediamo che sarebbe utile, comunque, approfondire lo stato di salute dell'informazione vicentina e nazionale.
Concludiamo chiedendo a Lei di farsi promotore sulle pagine del Suo giornale di un dibattito pubblico, aperto, libero, schietto e, se necessario, anche duro su una questione che riteniamo fondamentale per la democrazia: la libertà e la trasparenza dell'informazione.
Distinti saluti
Giorgio Langella
Federazione della Sinistra - coordinamento PdCI-PRC
Vicenza

