Bronzetti romani su Studi e ricerche
Comune di Montecchio Maggiore Â
Bronzetti romani da Montecchio Maggiore e Isola Vicentina
Tre statuette romane in bronzo da larario sono oggetto di un importante contributo a firma di Margherita Bolla, direttore del Civico Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, pubblicato nel XVI volume di "Studi e Ricerche", la rivista del Museo Civico "G. Zannato" e dell'Associazione Amici del Museo di Montecchio Maggiore, che sarà presentata al pubblico sabato 10 aprile, alle ore 17.00, presso la Sala Civica di Montecchio Maggiore, Corte delle Filande.
Delle tre statuette, la Minerva da Montecchio Maggiore, rinvenuta casualmente in località Campestrini, fu acquisita nel 1984 dal Museo Zannato grazie al decisivo intervento dell'assessore Claudio Beschin ed è esposta nella sala del Museo dedicata all'età romana.
La statuetta, alta circa 9 centimetri, raffigura Minerva vestita con peplo, egida e gorgonein e recante sul capo un elmo con alto cimiero. La posizione delle braccia della dea rivela l'originaria presenza di attributi ora mancanti: la lancia nella mano destra e lo scudo nella sinistra. Alcuni particolari della resa del peplo rivelano l'utilizzazione di matrici parziali per realizzare la figura completa in cera, da cui fu poi ricavata la fusione.
Assai simile è la Minerva di Isola Vicentina, esposta presso la Mostra Archeologica Didattica di Castelnovo: entrambe le statuette appartengono ad un tipo di Minerva ben noto, chiamato "Verona-Parma" dalle aree in cui risultava maggiormente diffuso al momento della sua definizione, negli anni Settanta del secolo scorso, e che oggi risulta largamente diffuso, soprattutto nell'Italia settentrionale e in particolare nella X Regio e nell'area parmense.
Una terza statuetta, proveniente da Isola Vicentina e raffigurante Mercurio, viene ugualmente esaminata in dettaglio nel contributo.
Tutte e tre le statuette, provenienti da contesti abitativi di tipo rustico, sono riferibili a manifestazioni di devozione privata: doveva trattarsi cioè di immagini di divinità esposte nei larari, gli altarini domestici dedicati ai Lari, divinità protettrici del focolare domestico, e ad altre divinità .
Nel suo contributo la dott.ssa Bolla, archeologa romanista esperta di bronzetti romani, oltre ad analizzare le tre statuette riesamina il tipo di Minerva "Verona-Parma", di cui viene aggiornata la lista di distribuzione e mette infine in rapporto le tre statuette con la bronzistica romana del territorio di Vicetia e di quelli limitrofi.
Continua a leggere
E Polis (Il Vicenza) in sciopero,Odg solidale
Ordine dei Giornalisti del Veneto     Â
I giornalisti di E Polis, la testata che pubblica 19 edizioni in tutta Italia, molte delle quali in Veneto (in provincia Il Vicenza, n.d.r.)), hanno proclamato 3 giorni di sciopero a partire da oggi, per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti a termine dei colleghi e la cronica carenza di organico, aggravata dalla mancata sostituzione dei giornalisti che in questi mesi hanno lasciato l'azienda, come spiega il Comitato di redazione in un comunicato diramato in serata.
L'assemblea dei redattori esprime inoltre «preoccupazione per il prolungarsi della crisi economica alla quale si aggiunge l'assenza dei vertici aziendali e il perdurare di scarsa chiarezza su chi sia l'effettivo editore».
I giornalisti hanno confermato il mandato al Comitato di redazione «affinché ponga in essere, in ogni sede opportuna, tutte le azioni necessarie per la tutela e la salvaguardia delle professionalità , della credibilità del giornale e a difesa dei livelli occupazionali all'interno di E Polis».
L'Ordine dei giornalisti del Veneto esprime solidarietà ai colleghi di E Polis, impegnati in una difficile vertenza a difesa della qualità dell'informazione che, necessariamente, deve passare attraverso il rispetto del lavoro giornalistico e la garanzia degli organici.
Continua a leggereDisoccupazione in Veneto (e in Italia)
Giorgio Langella   Â
Il 2009 in Veneto, così come nel resto d'Italia, è stato un anno orribile soprattutto per chi vive del proprio lavoro.
Secondo i dati che vengono pubblicati dall'ISTAT, in Italia c'è un incremento della disoccupazione (specialmente di quella giovanile che si attesta al 28,2% più alta del 7,6% rispetto alla media europea) e un calo degli occupati.
La disoccupazione totale in Italia sale a 8,5%. A quanto ci dicono è inferiore a quella europea.
In Veneto, nel quarto trimestre del 2009, il tasso di disoccupazione è del 4,8% (1,2% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). In Veneto, quindi "stiamo meglio" rispetto al resto d'Italia. Tutto bene? Stiamo reggendo alla crisi? A prescindere del dramma di ogni lavoratore quando perde il lavoro, questo è quanto ci dicono. Quanto ci vogliono far credere. Bisogna essere ottimisti, il governo nazionale, quello regionale, quelli locali si "muovono bene".
Tentiamo di analizzare i dati allora. La fonte è ufficiale, "Veneto Lavoro" che recentemente ha pubblicato il documento sulle "Tendenze del mercato del lavoro veneto" con tanto di tabelle e dati su quanto è successo nel 2009.
Intanto, a quanto si legge, la produzione dell'industria manifatturiera "continua a mettere in evidenza la dinamica tendenziale negativa".
Nel quarto trimestre del 2009 c'è stato un calo del 7,5% per le imprese con 10 o più addetti e un "crollo" del 13,5% per le imprese più piccole. Un disastro, specialmente se si considera che i dati del terzo trimestre erano già estremamente negativi.
Ma torniamo ai dati relativi a occupazione e disoccupazione.
Veneto Lavoro ci informa che la variazione tendenziale degli occupati (4° trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008) è negativa. I dipendenti sono 55.000 in meno e anche gli "indipendenti" sono 9.000 in meno. La flessione occupazionale è pari a 64.000 unità (circa il 3% in meno). Le tabelle riassuntive finali evidenziano come il rapporto tra occupati e disoccupati è ben peggiore del tasso di disoccupazione ufficiale (sia in Italia che in Veneto).
Infatti se gli occupati in Veneto sono 2.113.000 (in Italia 22.922.000) e i disoccupati sono 107.000 (in Italia 2.145.000), esiste anche un numero molto alto di persone che, pur non lavorando, cercano lavoro o sono disponibili a lavorare (senza rientrare tra i disoccupati ufficiali). Queste persone sono, in Veneto, 105.000 e in Italia 2.907.000.
Il rapporto tra disoccupati e "non lavoratori" (ma che cercano lavoro o che vorrebbero lavorare) e occupati è, quindi in Veneto, di circa 1 a 10 (il 10%).
Sono numeri che andrebbero analizzati e resi pubblici con la dovuta attenzione.
Tutti i cittadini dovrebbero essere messi in grado di conoscere la realtà , senza i falsi ottimismi di regime. La situazione del lavoro è molto più drammatica di quella che ci vogliono far credere.
Le soluzioni vanno cercate e trovate cambiando radicalmente anche la maniera di affrontare i problemi e indicando le vere priorità . Non si può affrontare questa crisi con l'assistenza, gli ammortizzatori sociali (pur necessari in questa difficilissima fase, ma non risolutivi), i proclami, il "parlar d'altro". Non si può chiedere sempre ai lavoratori e ai pensionati di salvare il paese dal disastro provocato dai capitalisti (e dai governi inetti e loro succubi).
È ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità a partire da quei partiti, come la Lega, che hanno occupato le poltrone dei governi locali e di quello nazionale da ormai troppi anni per non essere coinvolti ed essere considerati esenti da responsabilità .
La mancanza di lavoro è il problema principale e va risolta con scelte di campo nette e con un piano del lavoro rigoroso che preveda il diretto intervento dello stato e degli enti locali. Facciamo una proposta: il Governo nazionale e quelli locali contrastino con la necessaria severità le delocalizzazioni. Chiediamo a chi delocalizza (e a chi ha delocalizzato) di ridare allo stato i finanziamenti ricevuti sotto qualsiasi forma. Si vincolino le aree produttive dimesse al fine di impedire speculazioni edilizie e finanziarie.
Deve essere ben chiaro che chi trasferisce il lavoro all'estero inseguendo maggiori profitti, sfruttando la povertà di quei paesi e sottraendo il lavoro nel nostro territorio compie un atto condannabile dal punto di vista etico e morale. Dobbiamo iniziare a considerare la delocalizzazione un vero e proprio crimine contro la società . Un reato simile a chi trasferisce all'estero la ricchezza e a chi, evadendo le tasse, impoverisce ogni cittadino.
Giorgio Langella
Federazione della Sinistra - Rifondazione-Comunisti Italiani Vicenza
Continua a leggere
Elsa Morante, Mussolini e Berlusconi
Sta circolando in rete in questi giorni uno scritto di Elsa Morante su Mussolini che fa pensare parecchio a un politico dei nostri giorni.
Ma in realtà tale scritto è un riassunto-rimaneggiamento di quanto scrisse veramente Elsa Morante e, anche se il contenuto è sostanzialmente lo stesso, in alcuni punti il suo pensiero è stato forzato e/o travisato.
Allora, se si vuole citare uno scrittore, e specialmente un grande scrittore, bisognerebbe rispettare quanto scrive e non fare delle forzature che, se non esplicitate, oltre che essere inutili, sono dannose e controproducenti.
Pubblichiamo, per le libere riflessioni dei nostri utenti, prima il testo che circola in rete, sicuramente provocatorio e efficace, per una parte, nelle sue allusioni, poi, per rispetto di tutti, quello originale*Ecco il testo che circola in rete
Continua a leggereStop agevolazioni postali, bavaglio editoria
Gusto locale*
Il governo ci regala una doverosa disinformazione
Per l'editoria taglio delle agevolazioni postali
Così facendo si decreta la morte di tanti piccoli editori, l'ennesimo bavaglio alla libera informazione. Da parte nostra la più dura e ferma protesta
Nuova mazzata per l'editoria italiana. Da ieri sono sospese tutte le agevolazioni postali riservate all'editoria libraria, quotidiana e periodica.
Lo stabilisce un decreto dello ministero dello Sviluppo economico, approvato in tutta fretta e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 marzo 2010. Da questa data è scattato lo stop agli "sconti" tariffari previsti per la spedizione dei prodotti editoriali. La decisione è dovuta, secondo il ministro Scajola che ha ideato il decreto, all'impossibilità di sostenere ulteriormente gli oneri, a carico dell'erario, per i rimborsi a "Poste italiane".
Lo Stato stringe la cinghia e a farne le spese è l'editoria, un settore già in grossa difficoltà . La notizia ha colpito tra capo e collo le realtà del settore che, inutile dirlo, sono insorte contro il decreto (VicenzaPiù inclusa, n.d.r.).
"Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che, per la sua applicazione immediata, sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell'editoria, un provvedimento inaccettabile e sbagliato sia nel metodo che nel merito, contro il quale ci batteremo con la convinzione di vivere ancora in uno Stato di diritto".
La "sospensione delle tariffe agevolate ha l'insostenibile effetto di far gravare sugli editori tale onere". Peraltro, con effetto retroattivo: e, cioè, "imponendo la tariffa piena non rivista anche agli abbonamenti in corso retti da condizioni non più negoziabili, con un aggravio di costi pesantissimo per i già difficili bilanci delle imprese che si avvalgono del servizio postale".
La sospensione delle tariffe agevolate non piace nemmeno all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom). "Avremmo preferito - sottolinea l'Antitrust - l'eliminazione del sistema delle agevolazioni tariffarie che privilegia ingiustificatamente Poste Italiane", facendo in modo, piuttosto, che il "pur necessario sostegno" agli operatori dei settori interessati avvenga attraverso forme di credito d'imposta calcolato sulla base delle spese postali sostenute.
Per ora, le valanghe di critiche sembrano aver raggiunto l'obiettivo minimo di aprire un tavolo di discussione tra governo e parti interessate.
L'impegno dell'esecutivo sarebbe arrivato dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, dopo un colloquio con il presidente della Federazione italiana degli editori, Carlo Malinconico (e con quello dell'Uspi, a cui aderisce VicenzaPiù, n.d.r.).
* La rivista di enogastronomia e turismo di Vicenza, con cui, co nostro periodioc VicenzaPiù e come associati Uspi, non possiamo che essere solidali
Continua a leggere
Citylights su origine e significati di "Ceste"
Comune di Vicenza      Â
Citylights indaga origine e significati di "Ceste". Recentemente sdoganata anche dal sindaco, l'espressione vicentina è avvolta nel mistero
"Ceste, è andata così". Sono le parole con cui il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha nei giorni scorsi commentato l'esito delle elezioni regionali. E proprio alla parola "ceste", tutta vicentina eppure misteriosissima nella sua origine, è dedicato il numero di aprile di Citylights, mensile culturale del Comune di Vicenza, in distribuzione gratuita da oggi. Con tanto di raffigurazione in copertina, che richiama un celebre quadro di Magritte per mostrare una pioggia di ceste (di vimini, in questo caso) sulla facciata rigorosa del palladiano palazzo Chiericati, sede della Pinacoteca cittadina.
Sdoganata finalmente dal sindaco, esplosa meno di 30 anni fa nel linguaggio giovanile, l'espressione "ceste" (con la sua pluralità di significati, da "pazienza" a "non importa" a "non mi va" a "lasciamo perdere", ecc.) resta perlopiù appannaggio delle generazioni comprese tra i 20 e i 45 anni. Meno usata dai giovanissimi, è un fenomeno tutto vicentino.
"Un enigma - scrive l'articolo principale della rivista - alla cui soluzione nessuno è mai arrivato; scienziati, studiosi, giornalisti non hanno saputo dare indicazione alcuna. Il ‘ceste', come la vita, nessuno sa da dove viene e dove va. Il campo è totalmente vergine. Né libri, né articoli. Praticamente nessuna fonte su internet. Eppure pare impossibile. È in assoluto una delle parole più usate dalla gioventù vicentina, e non solo dalla gioventù. Di più, è una parola di vitale importanza nell'economia di una giornata, è una parola dirimente: quando hai detto "ceste" c'è poco altro da dire".
Sempre nel numero di aprile, Citylights propone la prima puntata di una ricostruzione degli efferati fatti di sangue che colpirono Vicenza nei primissimi anni '80 per mano di Ludwig, spietata coppia di serial killer. Ancora, un articolo sull'evoluzione dei videogame bellici, fino alle versioni anti-occidentali e in particolare antisioniste divenute di recente popolari nel mondo islamico. E un pezzo sulla "maledizione gialloblu" che sembra tormentare, da alcuni anni, il vicentino d'adozione Mimmo Di Carlo.
Uspi: no a stop agevolazioni postali editoria
Sospensione agevolazioni postali fatto di inaudita gravità , sbagliata anche nei presupposti normativi
In una lettera ai Sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, Francesco Saverio Vetere, il Segretario Generale dell'USPI (Unione Stampa Periodica Italiana a cui aderisce anche il nostro settimanale VicenzaPiù, n.d.r.), esprime tutto il disappunto dell'USPI per il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 30 marzo 2010 che sospende le agevolazioni postali per l'editoria.
"Il decreto con cui il Ministero dello Sviluppo Economico dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2010 delle agevolazioni postali per l'editoria rappresenta un fatto di inaudita gravità e potenzialmente idoneo a decimare concretamente un settore già in grave crisi come quello dell'editoria medio - piccola.
Le agevolazioni postali sono previste da decenni da leggi che ne fissano i criteri di applicazione e demandano ai decreti ministeriali esclusivamente la misura delle tariffe e delle conseguenti agevolazioni. I decreti, quindi non hanno altra funzione che quella di eseguire concretamente la volontà del Parlamento.
Disporre con decreto la sospensione delle agevolazioni significa ottenere un risultato che solo la volontà espressa dal Parlamento avrebbe potuto ottenere: la fine di questa forma di sostegno all'editoria.
A nulla vale la considerazione secondo la quale la sospensione delle agevolazioni sarebbe dovuta al venir meno del Fondo presso gli appositi capitoli dal bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
A partire dalla Legge 46 del 2004 è stato previsto, e sempre ribadito, che il rimborso a Poste Italiane per le agevolazioni postali viene effettuato nei limiti dello stanziamento previsto nei capitoli.
Infatti, la norma fondamentale dell'art. 3, 1° comma della Legge 46/2004 prevede che:
"Il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede al rimborso in favore della Società Poste Italiane SpA della somma corrispondente all'ammontare delle riduzioni complessivamente applicate, nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri".
La norma, quindi, prevede che siano i rimborsi a Poste Italiane a dipendere dall'ammontare dello stanziamento, non le tariffe agevolate.
Questo vuol dire che, venendo meno i fondi, mai dovranno cessare le agevolazioni postali, anche perché il pretesto del venir meno dei fondi determinerebbe la possibilità per qualunque Governo di abrogare di fatto le agevolazioni postali aggirando la volontà del Parlamento (cosa che, per l'appunto, si sta verificando in questo caso)".
L'USPI si augura che in tempi brevissimi venga abrogato questo decreto e si torni alle agevolazioni postali. Non è possibile che gli editori che hanno già venduto gli abbonamenti annuali da mesi si trovino da un giorno all'altro, e senza preavviso, nella condizione di dover fronteggiare un aumento del 120% delle tariffe.
Al di la di tutte le considerazioni si tratta indubbiamente di un episodio imbarazzante.
Â
Nelle regionali vincono anche i nostri media
Nonostante la sconfitta della campagna per la presidenza del Veneto, alcuni candidati vicentini del Pd hanno di che gioire per lo meno per il consenso ricevuto dai loro elettori.
A spoglio non ultimato in Provincia ma riferito a 96 comuni su 121, Vicenza capoluogo inclusa, nel Pd il più votato (e a questo punto tra i sicuri eletti) con 8.047 preferenze è Stefano Fracasso, l'ex sindaco di Arzignano, seguito da Giuseppe Berlato Sella (ex sindaco di Schio) con 7.472 voti, Claudio Rizzato, già consigliere regionale, con 4.985 preferenze e Mauro Beraldin scelto da 3.665 elettori (ripetiamo in 96 comuni su 121 Vicenza inclusa). Seguono a distanza Cristina Ruffato, Eleonora Bertin, Mario Marobin e Franca Bartolomei.
Una curiosità : 3 dei primi 4 candidati vicentini del Pd hanno scelto anche VicenzaPiù e le sue testate web per proporsi agli elettori.
Rimanendo in quest'ambito (autorefernziale, lo confessiamo), ma dovendoci per il momento limitare ai dati certi e disponibili di Vicenza capoluogo (112 sezioni scrutinate su 112), il secondo più votato della Lega Nord è Roberto Ciambetti, anche lui quasi sicuro eletto e ... inserzionista di VicenzaPiù, mentre a livello di simbolo ha utilizzato VicenzaPiù l'Alleanza di Centro, una componente della coalizione vincente.
E come unico eletto a Vicenza dell'Udc ci dovrebbe essere, dai primi dati arrivati, Raffaele Grazia, il cui banner campeggia in tutte le nostre testate web!
Continua a leggereDon Andrea Gallo, io contro l'astensionismo
Don Andrea Gallo    Â
Riceviamo dalla rete il testo di una lettera inviata a Il Secolo XIX da don Andrea Gallo, un prete aderente ai movimenti e fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto.
La pubblichiamo perché è un contributo di riflessione anche per il nostro territorio.
Appello contro l'astensionismo del fondatore della Comunità di San Benedetto al porto.
Che scrive: «Siamo di fronte a una caduta senza precedenti della democrazia»
di Don Andrea Gallo
Mai finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della Democrazia e dell'etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare coerentemente Fede e Impegno Civile è¨in difficoltà a prendere la parola. Dov'è¨la fede? Nelle crociate moralistiche?
Dov'è ¨la politica? Nei palazzi?
Dove sono i partiti? sempre più lontani.
Illecite operazioni dei Poteri occulti, monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale, mancanze di risorse. E' regolare il conflitto di interessi. Alleanze segrete con le potenti Mafie in cambio della loro sempre più' capillare e garantita penetrazione economica e sociale.
Mito della governabilità a scapito della indispensabile funzione parlamentare delle rappresentanze; progressiva riduzione dello stato di Diritto a favore dello stato Padrone a conduzione tendenzialmente personale. Sconfinamenti di potere e tentativi sempre più' frequenti di imbavagliare la giustizia e piegarla a interessi privati, devastazioni del costume sociale attraverso corruzioni, legittimazioni dell'illecito. E' vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose.
Mi chiedo: è inutile andare a votare?
Come mai gli indecisi e gli indifferenti aumentano? Esiste una rete possibile di presidi, movimenti locali e di base, centri sociali, cantieri autonomi di sovranità , che potrebbero scegliere una democrazia insorgente, abbandonando rappresentanze formali e vuote: l'azione politica deve essere radicata nella specificità locale e nell'ambito della vita comune.
Auspico, da sempre, pur aderendo ai movimenti, che questi luoghi di resistenza non sottovalutino l'importanza delle prossime consultazioni regionali. Da parte mia, come Diogene, in questi giorni con la mia Lanterna andrò in giro a stanare i lontani, i dubbiosi, i delusi, gli arrabbiati e i benpensanti.
Care donne e uomini: è un dovere civico recarsi alle urne.
Per gli indifferenti, gli ignavi garantiti userò parole di Dante e di Gramsci. C'è chi difende il diritto al non voto. A mio avviso i diritti sono di tutti coloro che, con la vita, ci hanno donato la Costituzione repubblicana.
A noi tutti rimane l'impegno di lottare per una nuova cittadinanza verso istituzioni comunitarie partecipate, mirando a trasformare in modo nuovo l'esistente e il futuro. E' un delicato momento di transizione. Là c'è ancora una risorsa! Il "sito" è l'essere in comune dove gli umani possono incontrarsi, rovesciando i rapporti di potere. Il mio sofferto invito non è quello di tapparsi il naso. La risorsa consiste nella lista dei candidati. Contattiamoli, conosciamoli, interroghiamoli, con i nostri stimoli e contestazioni.
Personalmente dopo 45 anni di presenza sul territorio genovese e ligure ne conosco molti fortemente disponibili a impedire il nefasto avvento di un regime autoritario e decisi a combattere la tendenza a solidificare la rivolta in nuove forme di astrazione di dominio dell'Uno su molti. Ricordiamoci che ci guardano ansiosi tutti coloro, italiani e stranieri, che una condizione crescente di precarietà priva di luogo, di radice, di legame ad un ambiente riconosciuto e riconoscibile di vita.
Tantissime persone, non garantite, invisibili e senza potere, cui è stato sottratto, in senso letterale, il tempo futuro e con esso il respiro della speranza.
Caso Boffo: Feltri sospeso 6 mesi dall'Odg
Redazione di VicenzaPiù      Â
Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia per il caso Boffo ha inflitto sei mesi di sospensione a Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale della famiglia Berlusconi.
La sanzione disciplinare è stata decisa giovedì a maggioranza e dopo otto ore di discussione.
Quanto scritto su Boffo, direttore, poi dimessosi, de L'Avvenire, il giornale della Cei, si è, poi, rivelato una montatura in cui Feltri sarebbe ‘cascato'.
Il provvedimento disciplinare per Feltri è scattato oltre che per il caso Boffo anche per i 270 articoli scritti da Renato Farina, nonostante fosse radiato dall'Ordine, sui quotidiani Il Giornale e Libero durante la sua direzione, mentre il direttore de Il Giornale è stato assolto per il ‘caso Fini', la pubblicazione, cioè, di un articolo sul presidente della Camera il 14 settembre 2009 e per il quale l'Ordine ha riconosciuto a Feltri l'esercizio del diritto di cronaca e di critica.
Il Consiglio dei giornalisti della Lombardia intende la sospensione di 2 mesi relativa al procedimento Farina assorbita dalla maggiore sanzione di 6 mesi per il caso Boffo.
Tutte le motivazioni delle sentenze saranno depositate nei prossimi giorni.
"Se ero un prete pedofilo o un conduttore martire di sinistra me la sarei cavata diversamente", ha commentato Feltri.
Per maggiori informazioni : Adnkronos
Continua a leggere

