BPVi e Veneto Banca, CorSera: più di 1.200 esuberi con la fusione
Le uscite gestite con pre-pensionamenti e solidarietà . Tagli ai dirigenti e agli sportelliCirca 1.200 esuberi. È questo il numero di dipendenti che dovrà uscire dal perimetro della banca che nascerà dalla fusione tra Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza. Considerato che dalla vicentina ci sono già state 250 uscite a inizio gennaio, complessivamente il territorio perderà 1.500 posti di lavoro. Pop Vicenza ha poco meno di 5.500 dipendenti, Montebelluna quasi 6.200 di cui 900 nelle sedi estere. Queste ultime saranno cedute. Le uscite saranno gestite nell'arco di tre anni con pre-pensionamenti e solidarietà , mentre ci saranno tagli ai dirigenti. Tutti numeri che sono all'attenzione della Regione. Tre giorni fa i sindacati sono stati ascoltati dall'assessore al Lavoro del Veneto Elena Donazzan. Per gestire il capitolo degli esuberi a Vicenza è appena stato chiamato un nuovo direttore del personale, Massimo Basso Ricci, proveniente da Cariparma dove era vice direttore generale. Ricci rimarrà a capo delle risorse umane anche nella nuova banca. Parallelamente, si interverrà sulle filiali, che spesso in Veneto si sovrappongono. I mille sportelli complessivi saranno ridotti del 30-35 per cento.
Continua a leggereBanche italiane, Il Sole 24 Ore: pronte a vendere 70 miliardi di Npl
UniCredit apre la fila con 17 miliardi, poi Mps, Rev ed ex popolari venete: il 2017 può essere l'anno di svoltaLa Commissione europea, l'Ocse, il ministro Piercarlo Padoan, il presidente dell'Eba Andrea Enria, il vice governatore di Bankitalia Fabio Panetta, l'agenzia Fitch. Neanche si fossero messi d'accordo, uno dopo l'altro in settimana si sono pronunciati tutti sullo stesso tema: i non performing loans, che restano uno degli ostacoli per la ripresa in Europa e pertanto vanno smaltiti più rapidamente. Soprattutto in Italia, che sconta il poco invidiabile primato del maggiore stock europeo: 86,9 miliardi le sofferenze nette al 31 dicembre secondo l'Abi, circa un quarto del totale del Vecchio continente secondo l'Eba.
Il sistema bancario italiano è ancora «vulnerabile» e ha bisogno con «urgenza» di essere messo in sicurezza, ha ammonito l'Ocse nell'Economic Survey presentata martedì. Continua a leggere
Con i bond garantiti test di mercato per la ricapitalizzazione Bpvi, CorVeneto: ma subordinati crollano
Ex popolari, con le obbligazioni per la liquidità garantite dallo Stato Banca Popolare di Vicenza compie il primo test di mercato. Mentre su un altro fronte decisivo si attende l'esito dell'offensiva finale sui soci per i rimborsi. La prima notizia è arrivata ieri e riguarda il mandato che Bpvi ha affidato a Imi e Morgan Stanley per collocare sul mercato, da dopodomani, una parte dei 3 miliardi di obbligazioni triennali garantite dallo Stato e per ora rimaste in pancia alla banca, usate come collaterale per avere liquidità da controparti istituzionali. Ora scatta invece il passo dell'emissione sul mercato, possibile per norma solo ad investitori istituzionali, nonostante che il rating uguale a quello dello Stato, in forza della garanzia di rimborso pubblica, ne faccia un Btp più attraente (tasso 0,5%), che potrebbe tentare anche qualche risparmiatore.
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Aim-Agsm, la sesta più grande multiutility in Italia pensa alla quotazione
Mentre nei giorni scorsi sono arrivati i primi via libera da sindacati e minoranze, il nuovo colosso veneto delle multiutility, quello che sta nascendo tra Verona e Vicenza, guarda già alla quotazione. A fine anno è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra i vertici di Agsm (Verona) e Aim (Vicenza), che daranno vita a una nuova realtà industriale con un fatturato da oltre un miliardo di euro, un margine operativo lordo di oltre 130 milioni e 2.250 dipendenti. La sesta multiutility per dimensioni in Italia. L’accordo preliminare è stato sottoscritto a Palazzo Trissino dal sindaco di Vicenza Achille Variati e quello di Verona Flavio Tosi, l’amministratore unico di Aim Paolo Colla e il presidente di Agsm Fabio Venturi.
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Coldiretti a Pozzoleone: l’etichetta c’è: narra il latte, la carne, l’ortofrutta, il pesce e… il made in Italy
L’etichetta diventa sempre più parlante e chiara. E non si tratta di un processo virtuoso innescatosi autonomamente o per caso, ma è in gran parte merito del lavoro straordinario condotto da Coldiretti. Da oltre 15 anni, infatti, Coldiretti ha siglato un patto strategico con il consumatore, per accorciare le distanze tra chi produce e chi acquista i “gioielli†della terra. È aumentata la fiducia ed i cittadini hanno acquisito strumenti critici e conoscitivi di grande importanza. “Ci abbiamo messo la faccia – commentano il presidente di Coldiretti Vicenza e Veneto, Martino Cerantola ed il direttore di Coldiretti Vicenza, Roberto Palù – e ce l’abbiamo fatta. Coldiretti è diventata la forza amica del Paese, un’organizzazione di produttori sempre più vicina al cittadino, attenta a comprenderne le esigenze ed i desideri. Spunti importanti per le aziende agricole del territorio, che hanno imparato a valorizzare le produzioni d’eccellenza che contraddistinguono il Veneto ed il Vicentino in particolareâ€.
Continua a leggereRenato Bertelle ha riunito finalmente la sua Associazione Nazionale Azionisti BPVi: in 100 gli regalano una nuova presidenza. A caccia di clienti, non contro "mass...ria" Bankitalia?
Sabato 4 febbraio, negata la Fiera agli "eretici" della Associazione "Noi che credevamo nella BPVi", il palasport privato vicentino di Via Cavalieri di Vittorio Veneto pieno in ogni ordine dei sui 1100 posti (più quelli in piedi), un palco fatto di semplici poltroncine con i rappresentanti della politica, rigorosamente con la "p" minuscola, in primis il "quattropoltrone" Achille Variati, cieca, muta e spesso anche complice del sistema che ruotava intorno a Gianni Zonin, faceva capire cosa fosse una vera associazione di soci della vecchia BPVi e come fosse possibile riunirle intorno un altro vero gruppo di risparmiatori in cerca del maltolto, il Coordinamento Banche di Don Enrico Torta. Alla stessa, identica ora presso l'Auditorium del centro parrocchiale S. Gaetano a Malo, la cui capienza massima è di 226 posti, si celebrava finalmente, e dopo le nostre ripetute denunce di inesistenza, di fatto, un'altra assemblea.
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Confindustria Veneto, Matteo Zoppas nuovo presidente
Il Veneto ha eletto il nuovo presidente della Confindustria regionale. Si tratta di Matteo Zoppas, attuale presidente di Confindustria Venezia-Area Metropolitana-Rovigo. L’imprenditore veneziano succede al vicentino Roberto Zuccato, che ha completato i suoi quattro anni di mandato. Zoppas è stato eletto ieri dal Consiglio di Presidenza di Confidustria Veneto, formato dai presidenti delle associazioni territoriali, dal presidente veneto e dai presidenti regionali della Piccola e dei Giovani, sulla base della relazione dei tre saggi Attilio Biancardi, Stefano Dolcetta e Marco Riva.
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Un AD spesso è determinante per le sorti di un'azienda industriale, quasi mai per una banca: Penati e Viola puliranno i bilanci di BPVi ma i problemi potrebbero ripetersi
Non voglio di certo fare il disfattista dicendo che "uno vale l'altro", ma peggio ancora sarebbe far credere che esista "l'uomo della provvidenza". Un Amministratore Delegato spesso è determinante per le sorti di un'azienda industriale, quasi mai per una Banca. Ricordate per caso l'Amm. Del. di una Banca che è diventato famoso per aver lanciato sul mercato un prodotto particolarmente innovativo? Certamente no! E se qualcuno, in ambito bancario, avesse anche un'idea geniale, non potendola brevettare, non potrebbe sfruttarla appieno visto che verrebbe copiata dagli Istituti concorrenti quasi in tempo reale. L'Amm. Del. di una Banca quindi, deve principalmente evitare di far danni e perseguire i principi di una sana gestione con la diligenza del buon padre di famiglia. Ribadisco ancora una volta che le Banche sono giganti dai piedi d'argilla, muovono ingenti capitali, ma la redditività , nel migliore dei casi, è comunque bassissima.
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Un socio della BPVi chiede: è vantaggioso il conto vincolato proposto oltre al ristoro? Le valutazioni Codacons e i calcoli VicenzaPiù
Ci arriva, come ormai avviene quasi quotidianamente, una lettera all'indirizzo mail da noi riservato ai soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza, [email protected], a cui da tempo sottoponete ogni quesito a cui stiamo rispondendo, da cronisti, privatamente e, se utile a molti, anche su questo mezzo mantenendo l'anominato ove richiesto e purchè la domanda sia fatta con un nome e cognome. Questa lettera via mail è simile a tante altre ricevute in questi giorni dopo la proposta di transazione fatta a 94.000 soci della BPVi (9 euro ad azione per chi ha acquistato azioni nei dieci anni precedenti e fino al 31 dicembre 2016 oltre a una serie di proposte commerciali in cambio della rinuncia tombale ad ogni azione legale) e a 75.000 di Veneto Banca (15% del prezzo di acquisto eccetera eccetera).
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Coldiretti: arriva l’ok ad Asiago e Gorgonzola made in Canada
"È giunta l'ora che si smetta di sfruttare l'italian sounding per propinare all'estero prodotti che di italiano, spesso, non hanno neppure il nome, ma una storpiatura dello stesso. Veniamo copiati nei colori e nei nomi, ma fino ad oggi l'autenticità del sapore dei nostri prodotti rimane di nostra esclusiva". Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù commentano la notizia secondo cui i produttori canadesi potranno continuare ad utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere, come già fanno, Asiago, Gorgonzola e Fontina, con l'aggiunta dell'indicazione Made in Canada. Finalmente, inoltre, entrerà nel mercato canadese il prosciutto di Parma Dop, fino ad ora precluso, in coesistenza però con quello dell'azienda privata che ne ha registrato il marchio.
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