Femminicidio di Camisano, oggi manisfestazione. Giovanni Rolando: "Basta vite spezzate"
Giovanni Rolando, coordinatore regionale ReteDem, in occasione della manifestazione di oggi pomeriggio a Camisano Vicentino, a seguito del femmicidio ha scritto una nota che pubblichiamo. Per manifestare un'indignazione sacrosanta. Perchè c'è bisogno, accanto alla personale indignazione e mobilitazione popolare per dire basta alla violenza sulle donne, anche e soprattutto di chiedere ulteriori risposte concrete a tutte le istituzioni. Tra queste un piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere per rafforzare e promuovere azioni di contrasto alla violenza sulle donne e al femminicidio. Un piano che va sostenuto e consolidato con adeguate risorse di finanziamento preventivo e di sostegno. Sono stati sbloccati i fondi ai centri antiviolenza che assistono le donne sul territorio e che rischiano la chiusura? Già diversi hanno dimezzato le attività per mancanza di finanziamenti.
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Vi.Bicipark stazione: da martedì 18 aprile in funzione 7 giorni su 7
È stato inaugurato questa mattina il Vi.Bicipark stazione, il nuovo parcheggio custodito per biciclette a disposizione di cittadini e turisti nel piazzale della stazione, che sarà in funzione sette giorni su sette - dal lunedì alla domenica -, festivi compresi, dalle 5 alle 00.30, a partire da martedì 18 aprile. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza, la presidente nazionale di Tuttinbici Fiab Giulietta Pagliaccio, Renata Zorzanello di Tuttinbici Fiab Vicenza, per la cooperativa M25 Michele Resina e Giovanni Artuso, il direttore dei lavori architetto Cesare Pilan e Fabio Frigo dell'impresa Frigo Costruzioni.
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Barbisan: “Il criterio di residenzialità tutela i più bisognosi. Non condivisibile la posizione del collega Ruzzante”
"Nessun passo indietro su una Legge che riteniamo di buon senso. Il criterio di residenzialità per accedere agli aiuti è un segnale di giustizia. E' corretto che chi risiede in Veneto da più tempo ottenga un maggiore punteggio nelle graduatorie". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale della Lega Nord Riccardo Barbisan che così "replica al collega Ruzzante in merito al Progetto di Legge presentato". "Con la mia Legge - spiega in particolare l'esponente della Lega Nord - non si impedisce, ad esempio, l'accesso dell'anziano alla casa di riposo, ma si stabiliscono delle priorità per accedere ai contributi; di fatto, quindi, non c'è alcuna limitazione alla fruibilità del servizio, che rimarrà tale a prescindere dalla residenzialità ".
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Area Barcaro Zaccaria, Franca Equizi: "Progetti edificatori assolutamente inadeguati al contesto urbanistico dell'epoca"
L'ex consigliere comunale Franca Equizi ci invia un intervento sull'Area Barcaro Zaccaria, zona est di Vicenza, da anni lasciata abbandonata.
La vita politica vicentina fu sconvolta, nei primi mesi del 2008, dalle dimissioni del sindaco Enrico Hullweck. L'annuncio della sua possibile candidatura alle elezioni politiche, con la conseguente caduta anticipata della giunta, mandò in fibrillazione la maggioranza che, a causa dei tanti dissidi interni, non garantiva più i numeri per governare. La giunta invece, incurante della situazione, fu stranamente presa da una sospetta frenesia deliberativa. Non capivo perché, vista l'inconciliabile spaccatura della maggioranza, gli assessori, volessero portare in consiglio tante delibere, per lo più di urbanistica, nonostante la certezza di non avere i numeri per l'approvazione.
Continua a leggereIl Sole 24 Ore: Veneto Banca, la crisi e il maxi stipendio di Carrus
Ora che il dado è tratto e che Veneto Banca (con Vicenza) vedrà lo Stato entrare massicciamente nel capitale, qualche morigeratezza in più andrebbe adottata. Si attende un piano (inevitabile) di taglio dei costi da lacrime e sangue. E l'esempio dovrebbe partire come sempre dall'alto. Un buon esempio lo fornisce l'ad di Veneto Banca, Cristiano Carrus. La sua retribuzione annua è di 1,1 milioni di euro, più benefit per un costo azienda che supera il milione e mezzo. Stipendio lievitato dopo che Carrus, entrato in Veneto nell'ottobre 2014, quando ancora imperava Consoli, è salito dalla carica di vice-direttore generale, a Dg, per poi divenire a fine 2015 amministratore delegato. Per una banca che continua a perdere denaro a fiotti, e che ha tuttora costi operativi che si mangiano tutti i ricavi, forse un sacrificio andrebbe chiesto anche ai piani alti. Tanto per dare un'idea l'ad di Vicenza Fabrizio Viola prende (non da dipendente) 700mila euro la metà del costo, per la banca, di Carrus.
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Il Sole 24 Ore: i crediti "allegri" di Consoli, moglie compresa
Un reticolato di disposizioni sottotraccia, per nulla ortodosse, un controllo "allegro" del rischio di credito, una carenza dei ruoli di gestione e di governo, sono le principali risultanze dell'ispezione della Banca D'Italia svoltasi tra il 15 aprile e il 9 agosto del 2013 negli uffici di Veneto Banca. Dalle carte delle indagini della Procura di Roma a carico dell'ex "dominus" dell'istituto di Montebelluna Vincenzo Consoli e di altri 12 tra manager e dirigenti, tra cui anche gli ex presidenti Flavio Trinca e Francesco Favotto, emerge che «l'esigenza di conservare volumi operativi adeguati a sostenere i ricavi e atteggiamenti troppo spesso inclini a fornire indiscriminato sostegno finanziario alle imprese del territorio di riferimento hanno portato a trascurare una puntuale valutazione del merito creditizio».
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Asili nido, Ruzzante: "Governo ci da’ ragione e impugna ‘Veneto First’; è un primo importante risultato"
"Non posso che ritenermi soddisfatto nell'apprendere che, poco fa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la Legge ‘Veneto First', rispondendo così positivamente all'appello sottoscritto nei giorni scorsi da tredici associazioni (tra cui Save the Children, UNICEF e Legambiente), a cui ho aderito personalmente inviando una lettera alla Presidenza del Consiglio". Queste le parole, affidate ad una nota, del consigliere regionale di Articolo UNO/MDP Piero Ruzzante che afferma come "ora la Regione debba tornare sui propri passi e il consigliere Barbisan ritirare il suo Progetto di Legge, dato che è assurdo escludere dai servizi sociali migliaia di cittadini veneti".
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Blitz di Lotta studentesca all'istituto Rossi dopo la sospensione dell'insegnante trans
Nella notte di giovedì, i militanti di Lotta studentesca, organo giovanile di Forza Nuova, hanno appeso al di fuori dell'Istituto Rossi, uno striscione riportante la scritta: "Tette in fuori e pene eretto La "buona scuola ha un prof perfetto". Il blitz ed il relativo striscione provocatorio sono la conseguenza della vicenda grottesca e paradossale che ha visto coinvolto l'istituto scolastico vicentino. "Al di là della tristissima e agghiacciante vicenda che ha visto coinvolto l'Istituto Rossi", spiega Alessandro Gallo, coordinatore provinciale di Lotta studentesca, "è doveroso richiamare ancora una volta le istituzioni, su quella che dovrebbe essere la prassi da seguire nell'istruzione di ciascun individuo, un'istruzione che dovrebbe avere come pilastri fondanti la decenza, il decoro, il rispetto per la normalità e per la natura umana.
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Villa, Rossi di Schio, Alberti e mons. Gasparini si prendano il merito di aver "cooptato" nel cda post Zonin della Fondazione Roi i "nuovi" Diamanti, Valmarana e Grossato e... si dimettano. Per non ripetere lo schema BPVi
Riferiremo domani i passi intrapresi nei confronti del (molto) discusso prof. Giovanni Carlo Federico Villa e della sua società , Didakè sas, dall'Università di Bergamo dopo le domande da noi rivoltele (visto che il prof. non ha risposto alla nostra richiesta di chiarimenti) sul direttore tecnico del Chiericati pagato dalla Fondazione Roi da metà 2015 per un anno dopo un anno e mezzo di "attività scientifica" nell'ambito di una "convenzione" firmata a fine 2013 dall'amministrazione Variati sempre con Bergamo ma mai attuata (fu pagato? Da chi?). Villa all'Università è professore associato "a tempo pieno" mentre è direttore onorario del Museo di Piazza Matteotti, un altro "titolo" partorito per lui dai creativi Achille Variati e Jacopo Bulgarini d'Elci e convalidato sua giunta, ma di certo non è mai stato direttore tout court, l'unico incarico che gli darebbe statutariamente diritto ad essere nel Cda della Fondazione Cda in cui è entrato nel 2015.
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Un'altra storia di una Vicenza svenduta: il Centro Congressi della Fiera di Vicenza. Lo pagarono FIO e Comune, Provincia e CCIA di Vicenza ma ora la IEG di Rimini lo sfrutta fino al 2030 in comodato gratuito
Possono tre enti pubblici concedere in comodato d'uso gratuito un immobile di valore a una società di cui detengono solo il 19% delle quote a fronte dell'81% posseduto da un'altra società che non ha speso nemmeno un soldo per costruire tale immobile? Ebbene è quello che è successo a Vicenza per il Centro Congressi della Fiera di Vicenza di proprietà del Comune di Vicenza, della Provincia di Vicenza e della Camera di Commercio di Vicenza che, dopo il primo periodo dal 26 aprile 2002 fino ad aprile 2015, hanno deciso di prorogarne il comodato "gratuito" fino al 2030 a favore Fiera di Vicenza Spa non tenendo contro che a guadagnarci è Rimini Fiera (81%), che, dopo dopo la fusione con Vicenza, possiede l'81% delle quote della nuova Italian Exibition Group (IEG) in cui sono confluiti i due enti fieristici.
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