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"Avanti tutta sul referendum per l'autonomia e la volontà del presidente Zaia di stabilire una data certa". Esordisce così l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, commentando la proposta che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha avanzato al suo omologo della Lombardia, Roberto Maroni, di fissare congiuntamente la consultazione per l'autonomia delle due regioni nella data di domenica 22 ottobre.
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Autonomia del Veneto, consultazione il 22 ottobre. Elena Donazzan: "Rivendicheremo maggiori spazi su scuola e formazione"
"Avanti tutta sul referendum per l'autonomia e la volontà del presidente Zaia di stabilire una data certa". Esordisce così l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, commentando la proposta che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha avanzato al suo omologo della Lombardia, Roberto Maroni, di fissare congiuntamente la consultazione per l'autonomia delle due regioni nella data di domenica 22 ottobre.
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Sono già stati diramati gli annunci e gli inviti per le commemorazioni che si terranno il 25 aprile, giorno della liberazione. Fervono, come sempre i preparativi e come sempre una valanga di retorica si spargerà nelle piazze con le armai normali contrapposizioni tra le considerazioni di valore per i morti di una parte e quasi il vituperio per quelli dell'altra parte, dove vi erano anche fratelli, parenti e amici, colpevoli di non essere dalla parte di coloro che hanno vinto e che non hanno mai nemmeno espresso almeno un po' di pietà per la loro morte, anzi continuano a trasmettere avversione, quando non odio.
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Riflessioni tra storia e memoria, in attesa della retorica… del 25 aprile
Sono già stati diramati gli annunci e gli inviti per le commemorazioni che si terranno il 25 aprile, giorno della liberazione. Fervono, come sempre i preparativi e come sempre una valanga di retorica si spargerà nelle piazze con le armai normali contrapposizioni tra le considerazioni di valore per i morti di una parte e quasi il vituperio per quelli dell'altra parte, dove vi erano anche fratelli, parenti e amici, colpevoli di non essere dalla parte di coloro che hanno vinto e che non hanno mai nemmeno espresso almeno un po' di pietà per la loro morte, anzi continuano a trasmettere avversione, quando non odio.
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"Terremoto in Ascotrade. Ieri Fulvio Zugno, presidente uscente di Ascopiave, e pupillo di Gobbo, cui spettano le nomine della controllata che gestisce le vendite, ha azzerato il cda uscente nell'ultima occasione utile". A dare la notizia è La Tribuna di Treviso, annunciando che "Zugno si è autonominato nuovo presidente, portando anche il compenso da 100 mila a 130 mila euro - e ha ridotto da 5 a 3 componenti il nuovo cda. A fianco di Zugno siedono da ieri al timone di Ascotrade Giuseppe Vignato, unico superstite della grande epurazione - patto parasociale rispettato: rappresenta Bim di Belluno - e l'avvocato trevigiano Antonio Semini. Escono di scena, con Busolin, i leghisti Roberto Loschi e Valeriano Beraldo, e il forzista coneglianese Bruno Zanette. Infine, Lorenzo Boschiero e Daniele Carboni sono i nuovi revisori dei conti di Ascotrade".
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La Tribuna di Treviso: Blitz di Zugno, si prende Ascotrade
"Terremoto in Ascotrade. Ieri Fulvio Zugno, presidente uscente di Ascopiave, e pupillo di Gobbo, cui spettano le nomine della controllata che gestisce le vendite, ha azzerato il cda uscente nell'ultima occasione utile". A dare la notizia è La Tribuna di Treviso, annunciando che "Zugno si è autonominato nuovo presidente, portando anche il compenso da 100 mila a 130 mila euro - e ha ridotto da 5 a 3 componenti il nuovo cda. A fianco di Zugno siedono da ieri al timone di Ascotrade Giuseppe Vignato, unico superstite della grande epurazione - patto parasociale rispettato: rappresenta Bim di Belluno - e l'avvocato trevigiano Antonio Semini. Escono di scena, con Busolin, i leghisti Roberto Loschi e Valeriano Beraldo, e il forzista coneglianese Bruno Zanette. Infine, Lorenzo Boschiero e Daniele Carboni sono i nuovi revisori dei conti di Ascotrade".
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"La rassegnazione e la sensazione di impotenza davanti all'ennesimo attacco terroristico sono la conferma del fallimento dell'approccio buonista delle politiche europee" afferma dopo l'attentato compiuto ieri sera sugli Champs Elysees a Parigi, il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. "Non bastano le dichiarazioni di condanna e le manifestazioni nelle quali si accendono candele e si parla di amore - insiste Berlato - il terrorismo si combatte e si sconfigge intervenendo con forza e decisione contro qualsiasi forma di radicalizzazione religiosa portatrice di odio contro la nostra civiltà ".
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Sergio Berlato sul nuovo attenato a Parigi: "In Europa manca la volontà politica di combattere il terrorismo"
"La rassegnazione e la sensazione di impotenza davanti all'ennesimo attacco terroristico sono la conferma del fallimento dell'approccio buonista delle politiche europee" afferma dopo l'attentato compiuto ieri sera sugli Champs Elysees a Parigi, il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato. "Non bastano le dichiarazioni di condanna e le manifestazioni nelle quali si accendono candele e si parla di amore - insiste Berlato - il terrorismo si combatte e si sconfigge intervenendo con forza e decisione contro qualsiasi forma di radicalizzazione religiosa portatrice di odio contro la nostra civiltà ".
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Si terrà giovedì 27 aprile alle 20.30 il tradizionale appuntamento di preghiera e riflessione al Mercato Ortofrutticolo di Vicenza con il Vescovo Beniamino Pizziol organizzato dall'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro in prossimità della festa dei lavoratori del 1° maggio. La veglia di quest'anno avrà per tema il bene comune, come indica il titolo dato alla serata L'interesse più alto è quello di tutti. A ispirare la riflessione il libro del profeta Isaia che al capitolo 55 (versetto 2) chiede provocatoriamente: "Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?".
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Preghiera al Mercato Ortofrutticolo di Vicenza con il Vescovo Beniamino Pizziol
Si terrà giovedì 27 aprile alle 20.30 il tradizionale appuntamento di preghiera e riflessione al Mercato Ortofrutticolo di Vicenza con il Vescovo Beniamino Pizziol organizzato dall'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro in prossimità della festa dei lavoratori del 1° maggio. La veglia di quest'anno avrà per tema il bene comune, come indica il titolo dato alla serata L'interesse più alto è quello di tutti. A ispirare la riflessione il libro del profeta Isaia che al capitolo 55 (versetto 2) chiede provocatoriamente: "Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?".
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Impegnate come sono nel lavoro, le donne imprenditrici spesso non si preoccupano di quelli che sono i diritti e le opportunità che le riguardano in tema di pensione, maternità , malattia, assistenza e cura, conciliazione dei tempi tra azienda e famiglia. Per questo Confartigianato Vicenza ha ritenuto opportuno organizzare una serie di incontri informativi sul territorio rivolti proprio alle imprenditrici e alle lavoratrici autonome, per una panoramica degli strumenti a loro disposizione e sul come attivarli.
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Welfare per le imprenditrici: il 26 aprile il primo incontro di Confartigianato Vicenza
Impegnate come sono nel lavoro, le donne imprenditrici spesso non si preoccupano di quelli che sono i diritti e le opportunità che le riguardano in tema di pensione, maternità , malattia, assistenza e cura, conciliazione dei tempi tra azienda e famiglia. Per questo Confartigianato Vicenza ha ritenuto opportuno organizzare una serie di incontri informativi sul territorio rivolti proprio alle imprenditrici e alle lavoratrici autonome, per una panoramica degli strumenti a loro disposizione e sul come attivarli.
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La crisi europea del 2010-13, che in Italia si è prolungata per gran parte del 2014, ha avuto - fra gli altri effetti - quello di accrescere l'ammontare e la quota del debito pubblico italiano detenuto dalle banche e dai fondi comuni monetari nazionali. Questi massicci acquisti hanno prodotto effetti positivi sia sui bilanci dei compratori che sulla sostenibilità del nostro debito pubblico. In media, le banche italiane hanno concentrato i loro acquisti in periodi difficili per l'economia e per il bilancio pubblico nazionale e hanno, così, ottenuto i titoli pubblici a bassi prezzi e ad alti tassi di interesse. A metà 2012 i prezzi di tali titoli hanno incominciato ad aumentare grazie alla dichiarazione di Draghi sulla irreversibilità dell'euro (luglio) e alla successiva iniziativa della Banca centrale europea (Omt: settembre); ed essi hanno fatto segnare incrementi ancora più consistenti, allorché la Bce ha annunciato (ottobre 2014) e - poi - realizzato (da marzo 2015) quella politica monetaria non convenzionale ed espansiva tuttora in atto (le fasi del cosiddetto quantitative easing: Qe).
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La Repubblica: Il macigno nei bilanci delle banche
La crisi europea del 2010-13, che in Italia si è prolungata per gran parte del 2014, ha avuto - fra gli altri effetti - quello di accrescere l'ammontare e la quota del debito pubblico italiano detenuto dalle banche e dai fondi comuni monetari nazionali. Questi massicci acquisti hanno prodotto effetti positivi sia sui bilanci dei compratori che sulla sostenibilità del nostro debito pubblico. In media, le banche italiane hanno concentrato i loro acquisti in periodi difficili per l'economia e per il bilancio pubblico nazionale e hanno, così, ottenuto i titoli pubblici a bassi prezzi e ad alti tassi di interesse. A metà 2012 i prezzi di tali titoli hanno incominciato ad aumentare grazie alla dichiarazione di Draghi sulla irreversibilità dell'euro (luglio) e alla successiva iniziativa della Banca centrale europea (Omt: settembre); ed essi hanno fatto segnare incrementi ancora più consistenti, allorché la Bce ha annunciato (ottobre 2014) e - poi - realizzato (da marzo 2015) quella politica monetaria non convenzionale ed espansiva tuttora in atto (le fasi del cosiddetto quantitative easing: Qe).
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Luca Zaia scende nella decisione tra Iccrea e Ccb che la Banca della Marca dovrà compiere domenica in assemblea, e nell'intervista a Francesco Dal Mas su La Tribuna di Treviso afferma: «Meglio l'autonomia di Trento. Anche perché noi stessi vorremmo diventare autonomi». Zaia, nel commentare il fatto che il sostegno a Iccrea da parte dei vertici è suportato dai dati, osserva che «I dati sono importanti. Ma vanno presentati, possibilmente in modo asettico, per lasciare ai soci decidere, quelli di entrambe le opzioni. Perché Trento vanta altri dati che proiettano la sua aggregazione verso un futuro più rassicurante di quello romano [...] Invito i vertici dell'Istituto di Orsago di mettere i soci nella condizione di fare una scelta consapevole, dopo aver valutato puntualmente le due situazioni».
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La Tribuna di Treviso, Zaia: «Bcc, meglio scegliere Trento»
Luca Zaia scende nella decisione tra Iccrea e Ccb che la Banca della Marca dovrà compiere domenica in assemblea, e nell'intervista a Francesco Dal Mas su La Tribuna di Treviso afferma: «Meglio l'autonomia di Trento. Anche perché noi stessi vorremmo diventare autonomi». Zaia, nel commentare il fatto che il sostegno a Iccrea da parte dei vertici è suportato dai dati, osserva che «I dati sono importanti. Ma vanno presentati, possibilmente in modo asettico, per lasciare ai soci decidere, quelli di entrambe le opzioni. Perché Trento vanta altri dati che proiettano la sua aggregazione verso un futuro più rassicurante di quello romano [...] Invito i vertici dell'Istituto di Orsago di mettere i soci nella condizione di fare una scelta consapevole, dopo aver valutato puntualmente le due situazioni».
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Dal suo punto di vista, è persino coerente: Vincenzo Consoli, ex direttore generale ma soprattutto deus ex machina di Veneto Banca,vuole i suoi soldi - più correttamente, quelli che lui ritiene siano i soldi che gli spettano - e li vuole tutti. Per la precisione, sono la bellezza di 3 milioni e mezzo di euro. È questa la cifra per incassare la quale Consoli ha trascinato Veneto Banca in giudizio, davanti al Tribunale del lavoro di Treviso, con due distinti ricorsi che il giudice ha riunificato (per la cronaca, la prima udienza, interlocutoria, si è tenuta la settimana scorsa). Ciò che l'ex direttore generale, indagato (e arrestato) con le accuse di aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza, pretende dalla sua vecchia banca, è il pagamento di una serie di somme in conseguenza della risoluzione del rapporto di lavoro, avvenuta consensualmente il 31 luglio del 2015.
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Corriere del Veneto: Consoli, doppia causa a Veneto Banca. L’ex Dg vuole 3,5 milioni di liquidazione
Dal suo punto di vista, è persino coerente: Vincenzo Consoli, ex direttore generale ma soprattutto deus ex machina di Veneto Banca,vuole i suoi soldi - più correttamente, quelli che lui ritiene siano i soldi che gli spettano - e li vuole tutti. Per la precisione, sono la bellezza di 3 milioni e mezzo di euro. È questa la cifra per incassare la quale Consoli ha trascinato Veneto Banca in giudizio, davanti al Tribunale del lavoro di Treviso, con due distinti ricorsi che il giudice ha riunificato (per la cronaca, la prima udienza, interlocutoria, si è tenuta la settimana scorsa). Ciò che l'ex direttore generale, indagato (e arrestato) con le accuse di aggiotaggio e ostacolo all'attività di vigilanza, pretende dalla sua vecchia banca, è il pagamento di una serie di somme in conseguenza della risoluzione del rapporto di lavoro, avvenuta consensualmente il 31 luglio del 2015.
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"Il problema di Palermo è il traffico..." si diceva nel capolavoro di Benigni, Johnny Stecchino. Una battuta che, in alcuni casi, ben si può applicare a Vicenza. Google, che tutto può e tutto vede, specifica: da via Quadri alla stazione di Vicenza occorrono in macchina 8 minuti. Un tempo appropriato per compiere un tragitto di soli 3,4 km. Orologio alla mano, però, in un giorno qualunque tra le sette e mezza e le nove di mattina, l'esercizio risulta quasi impossibile. Lo sanno bene gli automobilisti che ogni giorno sfidano la sorte trovandosi puntualmente bloccati in coda. Abbiamo fatto una prova, in macchina, partendo dall'incrocio tra via Quadri e viale Trieste il tempo di percorrenza è di 35 minuti sia che si proceda lungo viale Trieste per poi arrivare all'imbuto di via Quattro novembre, sia che si scelga la strada esterna continuando lungo via Quadri per poi passare dietro lo stadio ed arrivare a Borgo Berga ed infine lungo viale Risorgimento e viale Venezia.
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Quadrante Est, cambia la viabilità ma le auto restano in colonna
"Il problema di Palermo è il traffico..." si diceva nel capolavoro di Benigni, Johnny Stecchino. Una battuta che, in alcuni casi, ben si può applicare a Vicenza. Google, che tutto può e tutto vede, specifica: da via Quadri alla stazione di Vicenza occorrono in macchina 8 minuti. Un tempo appropriato per compiere un tragitto di soli 3,4 km. Orologio alla mano, però, in un giorno qualunque tra le sette e mezza e le nove di mattina, l'esercizio risulta quasi impossibile. Lo sanno bene gli automobilisti che ogni giorno sfidano la sorte trovandosi puntualmente bloccati in coda. Abbiamo fatto una prova, in macchina, partendo dall'incrocio tra via Quadri e viale Trieste il tempo di percorrenza è di 35 minuti sia che si proceda lungo viale Trieste per poi arrivare all'imbuto di via Quattro novembre, sia che si scelga la strada esterna continuando lungo via Quadri per poi passare dietro lo stadio ed arrivare a Borgo Berga ed infine lungo viale Risorgimento e viale Venezia.
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